Governo, Giorgia Meloni ottiene la fiducia dalla Camera

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ottenuto la fiducia al suo Governo dalla Camera dei Deputati. Domani il voto al Senato

Meloni camera

È stata una lunga giornata per Giorgia Meloni, una giornata cominciata con il suo primo discorso da Presidente del Consiglio per chiedere alla Camera dei Deputati la fiducia al suo Governo. «Una grande responsabilità – l’ha definita –  per chi quella fiducia deve ottenerla e meritarsela e una grande responsabilità per chi quella fiducia deve concederla o negarla. Sono i momenti fondamentali della nostra democrazia ai quali non dobbiamo mai assuefarci. Per questo io voglio ringraziare, da subito, chi si esprimerà in quest’Aula secondo le proprie convinzioni, qualsiasi sia la scelta che farà».

Un intervento di 70 minuti, interrotto spesso dagli applausi del centrodestra, in cui la leader di Fratelli d’Italia ha toccato molti temi, senza mai dimenticare l’importanza di dover guidare una Nazione in un momento difficile,  forse il più difficile dal dopoguerra a oggi. «Siamo nel pieno di una tempesta – ha dichiarato – la nostra imbarcazione ha subito diversi daanni e gli italiani hanno affidato a noi il compito di condurre la nave in porto in questa difficilissima traversata. Eravamo consapevoli di quello che ci aspettava. Eravamo consapevoli del macigno che ci stavamo caricando sulle spalle. Ci siamo buttati lo stesso per assumerci questa responsabilità perché, in primo luogo, non siamo persone abituate a scappare e, in secondo luogo perché la nostra imbarcazione, l’Italia, con tutte le sue ammaccature rimane «la nave più bella del mondo » per citare la celebre espressione che usò la portaerei americana Indipendence quando incontrò la nave scuola Amerigo Vespucci. Allora noi siamo qui, per tentare di ricucire le vele strappate, fissare le assi dello scafo, superare le onde che si infrangono su di noi con la bussola delle nostre convinzioni ad indicarsi la rotta verso la meta prescelta e con un equipaggio che è capace di svolgere al meglio i propri compiti». Un contesto complicato, quindi, ma per la Meloni l’Italia «con un po’ di coraggio, potrebbe uscire da questa crisi più forte di prima».

La metafora della nave torna spesso nel discorso della Premier come quello della libertà. «Non sarà una navigazione facile quella del governo che si appresta a chiedere la fiducia al Parlamento, per la gravosità delle scelte che saremo chiamati ad affrontare, ma anche per un “pregiudizio politico” che spesso colgo nelle analisi che ci riguardano. Credo però che in parte sia giustificato. In fondo – ha dichiarato non nascondendo l’orgoglio per l’essersi ‘fatta’ da sola – sono la prima donna che arriva alla Presidenza del Consiglio, vengo da una storia politica che è stata spesso relegata ai margini e non ci arrivo tra le braccia di un contesto familiare favorevole o grazie ad amicizie importanti. Sono quello che gli inglesi definirebbero un underdog, lo sfavorito, quello che per riuscire deve stravolgere tutti i pronostici. È quello che intendo fare ancora, stravolgere i pronostici, con la fiducia e il sostegno di chi sceglierà di votare per noi, con le critiche che arriveranno da chi voterà contro questo Governo perché alla fine di questa avventura, a me interessa solo una cosa: sapere che abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare per dare agli italiani una Nazione migliore. A volte riusciremo, a volte falliremo, ma state certi che non indietreggeremo, che non getteremo la spugna, che non tradiremo».

La Premier chiude il suo lungo discorso citando Giovanni Paolo II. «La libertà – diceva – non consiste nel fare ciò che ci piace, ma nell’avere il diritto di fare ciò che si deve». «Io sono sempre stata una persona libera, sarà sempre una persona libera e per questo intendo fare esattamente quello che devo fare».

L’agenda è scandita, passo dopo passo. Il timing della giornata è stato fissato dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Dopo le dichiarazioni di voto si passa alla chiamata. Alla fine Giorgia Meloni ha ottenuto la fiducia. Domani toccherà al Senato.