Centrodestra nel caos, per evitare la sconfitta bisogna risolvere i dissidi interni

Mentre gli altri hanno scandato i motori per la campagna elettorale, il centrodestra è nella confusione più totale. Ecco la mappa delle posizioni inconciliabili

A giocare con il fuoco si corre il rischio di rimanere bruciati. Il centrodestra, infatti, si è preso addosso una bella vampata chiamata Poli Bortone che potrebbe diventare la causa della sua sconfitta. L’ennesima. Con un’operazione improvvida Forza Italia – non si capisce bene se all’unanimità o meno – ha chiesto alla “Lady di Ferro” di scendere in campo per riconquistare la città persa nel 2017. La mossa che nelle intenzioni serviva solo e soltanto a smuovere le acque di una coalizione in cui le tante “volpi” aspettano sempre l’ultimo secondo per dichiarare la propria posizione, si è trasformata in un boomerang.

L’ex Ministro all’agricoltura del Governo Berlusconi ha tanta di quella esperienza e tanta di quella sagacia che dal dito offertole, ha afferrato l’intero braccio. E adesso si presenta come una candidata a tutti gli effetti a cui non si può togliere dall’oggi al domani la candidatura, senza far passare questa mossa per una dichiarazione di guerra, vera e propria. «Stavo a casa mia, mi avete disturbata e chiamata per salvare il centrodestra da una probabile débâcle e adesso volete pure che mi presti al giochetto delle primarie? Siete pazzi, io vado avanti per la mia strada. Chi c’è, c’è e sono convinta che non siano pochi i leccesi disposti a seguirmi». Ha troppa classe la Poli per esprimersi in questo modo, ma in soldoni crediamo di aver tradotto alla lettera il suo pensiero.

È ovvio che la candidatura della senatrice non possa essere unitaria per il centrodestra, visti i suoi rapporti tesi con Paolo Perrone che è pronto a calare la carta di Erio Congedo, convinto com’è che alle primarie il Consigliere regionale vincerebbe a mani basse.

In mezzo a queste due posizioni, distanti e inconciliabili, ancora non sono chiare le scelte di Raffaele Fitto [più impegnato sul fronte europeo a puntellare la sua candidatura nella Circoscrizione Sud che ad occuparsi di quisquilie locali] e Roberto Marti. Il senatore leghista, i cui tanti voti non possono essersi sciolti come neve al sole, impegnato nella costruzione di tre liste elettorali (Grande Lecce, Prima Lecce, Lega-Salvini Premier) non si è espresso apertamente, facendo trapelare un’idea per certi versi diabolica: se ci dovessero essere le primarie si schiererebbe con Erio Congedo per vincere la partita. Se, invece, le primarie non fossero più contemplate il sostegno alla candidatura di Adriana Poli Bortone sarebbe qualcosa di molto vicino ad una certezza. Del resto, le dichiarazioni dei “suoi” sono un po’ spiazzanti: per Finamore le primarie sono una necessità, mentre per Damiano D’Autilia l’appoggio ad un ‘perroniano’ potrebbe essere un colpo allo stomaco, da evitare senza se e senza ma.

Chissà, chi vivrà vedrà. Intanto, Adriana Poli Bortone va dritta e spedita come un treno pronto ad investire chi la vuole stoppare. Nello stesso giorno in cui le segreterie regionali di Lega, Fratelli d’Italia e Direzione Italia propongono a gran voce il ricorso alle primarie di coazione come già avvenuto a Bari e Foggia.

Insomma, regna la confusione più totale. Il tempo per recuperare dissidi e dissapori c’è, ma i rancori atavici e le personalità eccessivamente spigolose dei protagonisti fanno pensare che se ne vedranno ancora delle belle.



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