Elezioni amministrative, 29 comuni salentini chiamati alle urne. Ecco come si vota

Saranno 29 i comini salentini chiamati alle urne domenica, 26 maggio. Ma come si vota? Il sistema cambia in base al numero di abitanti: meno di 5mila, meno di 15mila e più di 15mila.

Manca solo una settimana a domenica 26 maggio. Sette giorni determinanti per gli aspiranti sindaco che si stanno preparando ad affrontare l’ultima parte della campagna elettorale prima che cali in silenzio, come impone la legge che vieta ai candidati di fare propaganda prima dell’appuntamento con le urne. Una «quiete» imposta per permettere ai cittadini di riflettere sulla scelta da fare, senza essere bombardati da volantini, santini e proclami. Una regola che resta ancora in piedi, nonostante i social network dove si può scrivere praticamente di tutto per convincere gli indecisi.

Via, quindi, al tour de force che condurrà al voto. Comizi, dichiarazioni, arringhe sui programmi per le strade, nei quartieri, nelle piazze e nei bar dove si chiacchiera su chi possa conquistare lo scranno più alto del palazzo di città. I nomi dei futuri sindaci e consiglieri dei 28 comuni salentini chiamati al voto saranno decisi domenica, dalle 7.00 del mattino alle 23.00, orario in cui saranno aperti i seggi. Non dimenticate di portare la tessera elettorale e un documento di identità valido.

Come si vota?

Una delle domande che sta tenendo banco in questi giorni è «come si vota?». Il sistema pensato per l’elezione dei primi cittadini è forse il più complesso perché permette all’elettore di scegliere tra diverse possibilità come il voto disgiunto, la doppia preferenza di genere, il voto al solo candidato sindaco o solo alla lista. Una prima precisazione da fare è la differenza tra i comuni con meno o più di 15mila abitanti.

Per i comuni fino a 15mila abitanti

L’elettore può tracciare un segno sul nome del candidato sindaco, sul simbolo della lista o su entrambi. È possibile anche indicare due preferenze (soltanto una per i comuni sotto i cinquemila abitanti).

Attenzione: se si indicano due le preferenze, il sesso del primo candidato consigliere deve essere diverso da quello del secondo candidato. Nel caso in cui il sesso sia lo stesso, la seconda preferenza viene annullata. Ovviamente sarà eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti.

Nei comuni con più di 15mila abitanti 

la situazione si complica dato che ‘prevede’ la possibilità del cosiddetto voto disgiunto. 

    1. L’elettore può tracciare un segno solo sul nome del candidato sindaco: in questo caso, il voto non va anche alla lista.
    2. Se si traccia un segno solo sul simbolo della lista, invece, il voto è attribuito sia alla lista che al candidato sindaco.
    3. Terzo caso: si può tracciare un simbolo sia sul nome del candidato sindaco che su una delle liste che lo appoggiano.

È possibile anche votare per un candidato sindaco e una lista collegata a un candidato sindaco diverso (voto disgiunto): un meccanismo studiato per costringere i partiti ad accordarsi sul nome di un candidato sindaco “di valore” in grado di strappare consensi anche agli schieramenti avversari.

In questo caso, sarà eletto sindaco il primo candidato che ha superato il 50% più uno dei voti. Se nessun candidato supera il 50% più uno dei voti, si va al ballottaggio tra i due candidati con più voti, in questo caso il 9 giugno.

Vista la contestuale elezione dei membri del Parlamento Europeo, lo scrutinio delle elezioni comunali inizierà il lunedì 27 maggio alle ore 14.00.



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