La Francia blocca 102 specie a rischio Xylella dalla Puglia. E per l’UE ha fatto bene

Le misure Anti-Xylella adottate dalla Francia nei giorni scorsi sono ‘in linea con la legislazione Ue’. La notizia, che arriva direttamente da Bruxelles, non solo infligge un duro colpo all’agricoltura pugliese già in ginocchio, ma rischia di innescare una reazione a catena.

102 specie vegetali non sono poche, anzi. Se inizi scorrere la lista di quelle ‘vietate’, dall’ulivo alla vite, passando dal fico, all’albicocco, al mandorlo, al pesco, agli agrumi, al ciliegio e alle numerose piante ornamentali si ha contezza dell’entità che il provvedimento adottato dalla Francia ha sui produttori e le imprese pugliesi. Come anticipato dal giornale Le Parisien, nell'articolo dal titolo che è tutto un programma «Il piano contro l'assassina di ulivi», il Ministro dell'Agricoltura, Stephane Le Foll ha deciso di bloccare l'importazione dalla Puglia di qualsiasi forma vegetale a rischio Xylella. Come se non bastasse questo a far sprofondare ancor più in basso una terra già costretta ad assistere alla morte dei suoi alberi secolari (e che ora dovrà calcolare anche l’effetto e l’impatto che tale scelta avrà sulla sua economia), oggi la Commissione Europea ha dichiarato che si tratta pure di una decisione legittima.  
 
Insomma, le misure anti-batterio killer prese da Parigi sono "in linea con la legislazione Ue” «perché – spiegano da Bruxelles – prescrive che in caso di pericolo imminente uno stato membro può immediatamente prendere misure ulteriori contro le importazioni da paesi terzi e notificare alla Commissione gli interventi che vorrebbe vedere venissero presi, come ha fatto la Francia. Quindi se uno dei 28  ritiene che queste misure Ue non siano state prese o non siano abbastanza tempestive, questo può adottare misure nazionali temporanee che ritiene necessarie fino all'intervento della Commissione».

La Xylella fastidiosa fa tremare l’Europa, ma lo spettro di un possibile contagio del terrore ora fa tremare il Salento e la Puglia. Perché in ballo non c’è più solo l’emergenza da affrontare, ma anche le conseguenze che un simile atteggiamento hanno sull’immagine che questo territorio si è costruito negli anni grazie anche e soprattutto alla bontà dei suoi prodotti. E se si innesca una pericolosa e ingiustificata reazione a catena, cosa accadrebbe? Perché se la Francia ha dato il là, nulla vieta ad altri paesi come Spagna, Portogallo e Grecia di adottare lo stesso provvedimento.
 
Non ci si può calare le braghe dinanzi a tutto questo. E se domani per affrontare le conseguenze del 'dramma' anche alla luce del blocco francese, il ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, sarà in Puglia prima a Bari, dove parteciperà ad un vertice con il commissario per l'emergenza, Giuseppe Silletti, e poi nel tardo pomeriggio a Lecce dove incontrerà i sindaci e le associazioni olivicole e ambientaliste, anche il  candidato del centrodestra alla Regione Puglia, Francesco Schittulli non ci sta. Così contro Parigi è scattato il boicottaggio con tanto di campagna social e l’hashtag #iononcomproMadeinFrance. 
 
«Invito i pugliesi a non compare i prodotti francesi – scrive sulla sua pagina Facebook – intendo così richiamare l'attenzione di un governo, quello francese, che non può unilateralmente, venendo meno anche a quelli che sono gli accordi Europei di libera circolazione delle merci, decidere di bloccare i nostri prodotti: il nostro vero Made in Puglia. Non compriamo profumi, formaggi, borse, abbigliamento e tutto quello che viene prodotto in Francia. Compriamo i nostri prodotti pugliesi».



In questo articolo: