«Cari Italiani, quanta irriconoscenza nei confronti del M5S», la lettera aperta di Trevisi

L’ex consigliere regionale non nasconde gli errori ma sciorina l’elenco di tutti i provvedimenti realizzati grazie al M5S e non comprende l’irriconoscenza

Molta accidia, tanta irriconoscenza e soprattutto troppa ingratitudine nei confronti del M5S. Prende carta e penna l’ex consigliere regionale Tony Trevisi e in un periodo in cui i più piccoli scrivono dolci missive per chiedere doni, il pentastellato manda una lettera aperta ai critici dei pentastellati (compresi quelli che un tempo li vedevano come l’unica opportunità della politica per riformarsi ma poi hanno cambiato idea) per ricordare tutto quello che i grillini hanno realizzato in questi anni di governo.

Trevisi non nasconde gli errori, quasi sempre figli dell’inesperienza, ma dinanzi all’elenco di tutte le cose importanti realizzate dal Movimento, non riesce a capacitarsi di quel sentimento sempre più diffuso in Italia secondo il quale i pentastellati avrebbero perso ormai il loro appeal e da anti-casta starebbero per trasformarsi in attenti conservatori della poltrona.

«Caro M5S,
‘non fare del bene, se non hai la forza di sopportare l’ingratitudine’ diceva Confucio –scrive Trevisi-.
Ormai sono tante le persone che ti attaccano quotidianamente sui social e in televisione. È vero, non è mancato qualche errore, ma è anche vero che grazie a te tante cose importanti mai viste nella storia della Repubblica Italiana sono state fatte: il taglio dei parlamentari, il superbonus 110%, il Reddito e la pensione di cittadinanza, l’aliquota agevolata per le partite IVA, Quota 100, la Legge anticorruzione, l’Abolizione della prescrizione, il taglio delle pensioni d’oro, l’Abolizione dei vitalizi dei parlamentari, 10.000 assunzioni nelle forze dell’ordine, 1 miliardo e mezzo di euro per il risarcimento ai risparmiatori truffati delle banche, 1 miliardo di euro per l’innovazione, il Decreto dignità per i contratti stabili, il Decreto clima, la Legge salvamare, lo stop aumento pedaggi autostradali, 4 miliardi di euro per il Green new deal, 1 miliardo per il rifacimento del manto stradale alle province secondo criteri di legalitá nello sblocca-cantieri, ecc. ecc.
Solo grazie a te, M5S, è cambiata radicalmente la politica italiana, ma molte persone hanno dimenticato in fretta cosa hanno fatto i vecchi partiti, tangentopoli e tutto lo schifo che c’era prima che tu nascessi. Un po’ di gratitudine in più non farebbe male……anche perché diversi studi scientifici pubblicati dalle migliori università del mondo hanno dimostrato che la gratitudine fa bene migliora il ritmo cardiaco e riesce anche a normalizzarlo quando non è regolare come dovrebbe. Rallenta il nostro invecchiamento, e in questo senso è perfino utile per tenere allenate e in forma le nostre facoltà cognitive. Rafforza il nostro sistema immunitario, e in quanto tale è una forma di preziosa prevenzione».

Insomma, i pentestellati non ne possono più di passare per coloro che hanno messo in soffitta la bandiera della rivoluzione e si sono seduti alla mensa dei privilegi. La scrittura di quello che sta accadendo in questi mesi non li trova d’accordo e ricordano a tutti che il grido ‘onestà, onestà’ lanciato in tante piazze italiane non ha smesso di essere attuale.

«Oggi ci troviamo ad affrontare un’epidemia sanitaria nonché una crisi climatica globale con un debito pubblico enorme causato dai vecchi partiti (che ancora si permettono di parlare) e dovremmo essere grati a chi lavora con onestà cercando di risolvere problemi enormi e complessi invece di farci sedurre da un sentimento negativo di odio. Tanto odio scatenato da sciacalli come Meloni e Salvini che invece di informare correttamente i cittadini delle grosse difficoltà sanitarie e climatiche mondiali che dobbiamo affrontare nei prossimi anni le usano per cercare un becero consenso politico».

Una reazione comprensibile alla quale però si deve anche ribattere ricordando le critiche che al Movimento giungono non solo dall’esterno e dagli ex elettori ma anche dall’interno. Non si può tacere il fatto che gli attacchi più aspri sono arrivati proprio da esponenti del partito che non condividono più la linea del capo.
Un vero congresso sarebbe stata l’occasione giusta per contarsi e scegliere la linea della maggioranza, dando comunque voce alla minoranza interna. I partiti seri facevano e fanno così. L’idea del direttorio molto probabilmente è stata l’ennesimo errore di un movimento che se non ha smarrito gli ideali ha certamente perso lo smalto.



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