Lupiae servizi ribatte al sindaco Salvemini e puntualizza sul Bilancio. Intanto i sindacati chiedono chiarezza per i lavoratori

Lupiae servizi ribatte a Salvemini. Intanto i sindacati chiedono alla politica di “agire con responsabilità per le sorti dei lavoratori”.

Il presidente del CdA di Lupiae servizi, Tatiana Turi, e i due consiglieri Gabriele Ciardo e Luciana De Giorgi, hanno avvertito l’esigenza di dire la loro dopo le esternazioni del sindaco Carlo Salvemini sulla vicenda che investe la Partecipata del Comune di Lecce.

“Anzitutto ci dichiariamo avulsi da qualsiasi ragionamento o diatriba politica” è l’esordio della nota. Poi le precisazioni in ordine alle preoccupazioni palesate dal Salvemini in merito ai ritardi nella redazione e pubblicazione del Bilancio e del Piano di risanamento aziendale.

“E’ opportuno, a nostro avviso – scrivono dalla Lupiae – fare chiarezza sui motivi che hanno indotto l’Azienda ad avvalersi del maggior termine di approvazione del bilancio, attenendosi – per usare le stesse parole del Sindaco – “… ad un dovere di verità, ad un principio di responsabilità, ad un senso delle istituzioni indispensabili quando si è chiamati ad affrontare una questione che è insieme politica, amministrativa, finanziaria, sociale”.

“La prima bozza del bilancio di esercizio chiuso al 31/12/2017 – si legge ancora – è stata approvata dal CdA il 31 maggio 2018 (entro, dunque, i termini previsti dalla legge). Il presunto minor valore dei terreni conferiti dal Socio unico e la presunta inconferibilità a titolo di proprietà del terreno sito in via Cicolella – tutti elementi intervenuti dopo la chiusura dell’esercizio 2017 e rivelatisi, poi, infondati, con apposita nota del 27 luglio 2018 – hanno obbligato il CdA a redigere una nuova bozza di bilancio apportando le necessarie modifiche e comportando, di fatto, lo slittamento dell’approvazione del documento ad altra data per cause non imputabili al Management”.

Circa, invece, “il piano di risanamento redatto dall’Advisor ancora non approvato dagli amministratori della società” – dalle parole del Sindaco – “è d’uopo precisare (per mera necessità esplicativa) che il ritardo registrato è da ricondurre solo ed esclusivamente a tempi tecnici dettati dal lavoro dei dirigenti e dalle valutazioni delle congruità relative alle convenzioni in scadenza al 31/12/2018”.

I sindacati

A dirsi preoccupati della situazione sono anche le organizzazioni sindacali Uiltucs Uil e Filcams Cgil di Lecce, in merito alle sorti dei 276 dipendenti.

In particolare, Antonella Perrone, segretaria generale Uiltucs Lecce e Daniela Campobasso, segretaria provinciale della Filcams Cgil, invitano al dialogo e al confronto tutte le parti politiche, al fine di individuare soluzioni rapide e tese alla salvaguardia di tutti i posti di lavoro.

“Sulla Lupiae – dicono – si sta consumando da anni una battaglia politica inaccettabile e come organizzazioni sindacali non siamo più disposti ad assistere inermi a questo spettacolo. Ci aspettiamo piena condivisione di un problema che attiene al futuro di tante famiglie e di un bene comune per la città. Ricordiamo che da anni si cerca faticosamente di trovare un equilibrio tra la stabilità di spesa del Comune e la tenuta di bilancio della stessa società Lupiae. Il rinnovo delle convenzioni dell’azienda con tutti i debiti pregressi, il piano di rientro delle perdite, poi la necessità di un piano industriale coerente con le nuove disposizioni di legge, hanno già comportato numerosi tavoli di discussione. Tutto nel tentativo di individuare soluzioni che salvaguardino i posti di lavoro e tutte le attività che oggi Lupiae svolge dentro una rivisitazione delle convenzioni, così da garantire servizi ed occupazione. Invitiamo pertanto tutti quanti a continuare a lavorare insieme in questa direzione, lasciando da parte le battaglie politiche”.

“Come sindacati – proseguono Perrone e Campobasso – abbiamo già dimostrato senso di responsabilità accettando scelte difficili per i lavoratori che continuano a sopportare riduzione dell’orario di lavoro e della retribuzione. Ci aspettiamo compostezza e lo stesso senso di responsabilità anche dal mondo politico”.



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