Morosità, nel Salento circa 190 famiglie senz’acqua. Anaci chiede un tavolo in Regione

Sarebbero quasi 190, nel Salento, le famiglie senz’acqua per via delle morosità latenti. Eppure, la legge regionale obbliga le Arca pugliesi a farsene carico, scongiurando i tagli alle forniture. Anaci chiede un incontro alla Regione.

Continua l’emergenza nelle case popolari di proprietà dell’Ex Iacp – oggi Arca – a sud di Lecce. Si pensi che circa centonovanta famiglie della provincia risultino senza acqua, né luce nelle scale. Non solo. Ascensori fermi (con tanto di disagio per persone invalide o anziane) e altri distacchi. Ed è molto probabile che nei prossimi giorni sorgeranno ulteriori problematiche.

A nemmeno un giorno dalla notizia che vede in primo piano il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, essere riuscito ad ottenere ‘in extremis’ il riallaccio delle utenze (nello stabile di via Alberione) per aiutare la grave situazione di una bimba malata, gli amministratori condominiali che non gestiscono palazzi nel capoluogo salentino intendono dire la propria. Lasciando fuori dalle polemiche il bel gesto di solidarietà da parte di Aqp, sembra che – a loro detta – se i distacchi d’acqua si verificano a Lecce città le soluzioni vengono trovate in tempi brevissimi. E negli altri paesi? Trepuzzi, Cutrofiano, Casarano, Cavallino. In questi Comuni oltre cento famiglie vivono senza servizi essenziali dal 31 dicembre. Ma anche a Gallipoli, per esempio, novanta famiglie – residenti in due condomini – rimangono sempre all’asciutto.

Venga applicata la legge regionale 10/2014, altrimenti saranno sospesi tutti i servizi nelle case popolari”. È quanto chiede l’Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari (Anaci). I servizi essenziali (luce, acqua, ascensori, autoclavi, servizi di pulizia e piccoli lavori di manutenzione nelle palazzine) appaiono sempre più a rischio. “Se non interviene la Regione saremo costretti a sospendere ogni tipo di attività – ammonisce l’avvocato Carlo Mignone, presidente provinciale di Anaci – È necessario che l’Arca Sud Salento (ex Iacp Lecce) osservi la legge regionale. Non si può far finta che non esista”.
 
Per la precisione, il comma 3 dell’articolo 35 della legge 10/2014 obbliga le Arca a farsi carico delle morosità per scongiurare il taglio delle forniture e la sospensione dei servizi. ‘Gli assegnatari che nei confronti dell’autogestione si rendano morosi nel pagamento delle quote relative ai servizi accessori, sono considerati a tutti gli effetti inadempienti agli obblighi derivanti dal contratto di locazione. L’ente gestore versa all’autogestione le quote insolute e procede contestualmente nei confronti degli assegnatari morosi al recupero delle somme versate secondo le norme del Codice civile’. Non è tutto. L’ente gestore deve trasmette bimestralmente, alla Regione, una dettagliata documentazione sulle quote insolute versate, sulle procedure di recupero delle somme e di sfratto attivate, nonché sull’ammontare delle somme recuperate.
 
Anaci invita, inoltre, l’assessore al ramo, Angela Barbanente, a convocare un tavolo di confronto con l’Arca Sud Salento (ex Iacp Lecce), al fine di far rispettare la normativa regionale e ricercare una soluzione che possa tutelare le famiglie assegnatarie, i fornitori, ma anche gli stessi amministratori. “Ci si auspicadice Mignonedi trovare degli interlocutori capaci di comprendere le nostre preoccupazioni in merito alle crescenti difficoltà nella gestione degli alloggi pubblici. Non c’è solo il rischio di una totale paralisi delle attività di amministrazione delle case popolari, con conseguente sospensione di tutti i servizi”. “Ciò che ci preoccupa sottolineasono anche i dipendenti e i collaboratori degli studi che potrebbero finire in cassa integrazione o a casa, nella peggiore dei casi”.



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