Operai Scarlino, presidio davanti all’azienda. La produzione si sposta in Polonia e nel Salento resta solo la CIG

Nuova protesta ai cancelli del Salumificio Scarlino di Taurisano: i lavoratori con al fianco le sigle sindacali non ci stanno a perdere il lavoro mentre l’azienda investe nello stabilimento in Polonia.

Ben 98 famiglie col rischio di trovarsi all’improvviso senza prospettive future. Lo spettro della cassa integrazione straordinaria aleggia sui dipendenti dell’impresa “Scarlino” di Taurisano. Tale motivo ha spinto gli stessi lavoratori a mettere in piedi un presidio di protesta davanti ai cancelli della fabbrica questa mattina, supportati dalle sigle sindacali Flai Cgil, Ugl e Cisal. Già lo scorso 30 giugno venne proclamato lo stato d’agitazione attraverso un documento inviato tanto ai vertici aziendali, quanto a Confindustria e Prefettura leccese.

Oggi si protesta contro la decisione dell'azienda di mettere in cassa integrazione straordinaria tutte le maestranze, mentre la produzione proseguirebbe regolarmente in Polonia. “Attualmente ci troviamo ad affrontare l’imminente scadenza ad Agosto degli ammortizzatori sociali – ci spiega Monica Accogli, segretaria provinciale FLAI CGIL Lecce70 operai risultano in Cassa integrazione ordinaria, mentre altri col contratto di solidarietà. La richiesta, da parte nostra, punta proprio alla proroga per un altro anno del contratto di solidarietà, evitando così la formula della cassa integrazione straordinaria voluta dall’azienda”.

Nell’incontro avvenuto il 5 giugno, inoltre, l’azienda si era impegnata a far rientrare al lavoro almeno una ventina di unità lavorative. Anziché da 20 persone, la ripresa produttiva nel sito di Taurisano venne invece attuata da appena una decina di lavoratori. Figure professionali che peraltro non ricoprivano nemmeno le mansioni richieste per il normale svolgimento dell’attività lavorativa. Poi la comunicazione:  dal 6 luglio prossimo, cassa integrazione anche per quella decina di lavoratori. Decisione che di fatto annulla completamente gli accordi presi il 5 giugno scorso e che provocò anche la mobilitazione del 30 giugno. “Chiediamo un tavolo tecnico per confrontarci sulla questione – prosegue la segretaria Accogli – e non escludiamo nei prossimi giorno una riunione col Prefetto e assieme all’amministrazione comunale di Taurisano”.

La retribuzione è la terza importante motivazione: i lavoratori, infatti, nonostante siano in regime di ammortizzatori sociali, stanno ricevendo pagamenti soltanto parziali rispetto al dovuto. “E tutto ciò mentre il sito produttivo in Polonia – conclude Monica Accogli –  va avanti a pieno ritmo. L’azienda ci investe, trasferendovi anche i macchinari che prima erano nella fabbrica salentina”.

In queste ore la protesta prosegue e i lavoratori stanno informando la cittadinanza sostando nei pressi della strada provinciale Taurisano – Casarano. Una delegazione di operai incontrerà, insieme alle organizzazioni sindacali, il sindaco presso la sede del Comune di Taurisano al fine di mettere sul tavolo problematiche e possibili interventi istituzionali.



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