Estimi catastali, la proposta di Congedo: “Annullare le delibere in autotutela e fare un nuovo riclassamento”

Insieme all’avvocato tributarista Maurizio Villani il candidato alle primarie del centrodestra illustra una possibile soluzione.

Una conferenza stampa dal taglio non politico, ma prettamente tecnico, riguardante due argomenti che stanno preoccupando non poco i leccesi: estimi catastali e passi carrai che molto incidono sull’economia familiare.

Una situazione  a dir poco paradossale, dove, i cittadini, rischiano di avere una tassazione diversa, minando un principio costituzionale che stabilisce che bisogna  contribuire secondo la propria disponibilità.

Sono questi gli argomenti trattati questa mattina dal candidato alle primarie del centrodestra, Saverio Congedo che ha svolto una conferenza stampa insieme all’avvocato tributarista Maurizio Villani, allo scopo di proporre una possibile soluzione.

“Bisogna fare chiarezza su questo argomento che interessa la comunità cittadina”, afferma Congedo. “Abbiamo offerto uno spunto sul quale riflettere e bisogna vedere se ci sono le condizioni per realizzare quello che auspichiamo: la revoca in autotutela delle due delibere di Giunta con le quali si chiedeva la revisione degli estimi, al fine di fare sì che possa essere revocata, sempre in autotutela, la determinazione dell’Agenzia del Territorio che ha provveduto al riclassamento, per poi rimborsare i cittadini, anche compensando sulle tasse future da pagare”.

Tutto parte nel 2010

Con la Delibera nr. 639 del 29 luglio 2010, il Comune di Lecce stabilì che c’era, tra valore catastale e valore degli immobili, uno scostamento medio pari al 35%. Si decise così di dividere Lecce in due micro zone 1 e 2 e di far riclassificare gli immobili.

La delibera corretta

A pochi mesi di distanza, l’11 ottobre 2010, fu votata la delibera 746 che corresse la precedente, aumentando il divario dal 35 al 43%. Venne, poi, dato mandato all’Agenzia del Territorio di riclassificare e quest’ultima, con una Determinazione del 29 novembre 2010, attivò la procedura.

Gli accertamenti

Nel 2013 arrivano quasi 79mila accertamenti e al quel punto, molti cittadini decidono di non fare ricorso, altri, circa il 10/12% scelgono di rivolgersi alla Commissione Tributaria, mentre altri di affidarsi al Tar.

Alla fine della questione chi ha deciso di ricorre alla Commissione Tributaria si è visto accogliere le richieste in qualsiasi grado di giudizio e ha pagato la tassa sulle abitazioni con la vecchia classificazione, mentre, gli altri, si sono visti costretti a saldare i tributi con i nuovi estimi.

La possibile soluzione

A questo punto la proposta di Congendo e dell’avvocato Villani è quella di invitare l’Agenzia del Territorio a non notificare gli atti rimanenti (circa 4.000) e poi consigliano al Commissario Prefettizio o il futuro sindaco di annullare con autotutela le delibere del 2010, dare vita a un nuovo provvedimento con il quale si creino almeno quattro micro-zone e solo in quel momento chiedere una nuova riclassificazione degli estimi. Per quel che riguarda chi ha già pagato, poi, la proposta è quella di risarcire entro cinque anni, magari compensando sulle tasse future.

Passi carrai

Nel corso dell’incontro con la stampa si è anche parlato della tassa sui passi carrai, con effetto retroattivo, adottata dalla Giunta Salvemini.

“Mi sembra che nel corso di questo incontro – conclude Congedo – abbiamo chiarito il fatto che ci si trova di fronte a un regime di esenzione e che quindi la Delibera dell’Amministrazione Salvemini non sia frutto di scelte politiche precedenti, bensì di decisioni fatte in vigenza dell’Amministrazione di centrosinistra”.

La normativa sui passi carrai

La tassa sui passi carrabili è prevista dalla normativa, ma secondo la Legge un comune può deliberare la non applicazione. Le giunte che si sono succedute nel corso degli anni, dal 2001 hanno stabilito che questi non dovessero essere pagati, fino alla Delibera della Giunta di Carlo Salvemini che ha reintrodotto la tassa, richiedendo  il pagamento non dal 2019, ma dal 2013.

Anche in questo caso la soluzione possibile è quella di ritirare, sempre in autotutela, gli accertamenti per quel che riguarda gli anni passati.

“Riguarda a queste due questioni si è creata una situazione allucinante”, ha affermato l’avvocato Maurizio Villani.

“Sugli estimi catastali ci sono cittadini che non hanno impugnato, altri che lo hanno fatto dinnanzi alla Commissione Tributaria e hanno vinto e cittadini che hanno sperato nella Giustizia Amministrativa che ha dichiarato irricevibili i ricorsi.

Il consiglio che do sia al Commissario Prefettizio che ai prossimi amministratori è quello chiedere in autotutela l’azzeramento di tutte le delibere, annullare i provvedimenti del 2010, rimborsare chi ha pagato e determinare i riclassamenti dal 2020 in poi, naturalmente non con due micro-zone, ma almeno quattro per fare aderire le valutazioni alla realtà.

Sui passi carrabili, poi, il Comune di Lecce, sin dal 2001 ha abolito la tassa e questa è stata mantenuta per quasi vent’anni. Solo dal 2019 in poi, quindi, possono essere richiesti i pagamenti, mentre, le notifiche di pagamento fatte per l’anno 2013 e quelle che si faranno per il periodo fino al 2018 sono illegittime perché si chiede un tributo che il Comune stesso ha abolito. Quindi, il consiglio che posso dare al Commissario e al nuovo sindaco è quello di annullare, sempre in autotutela, la tassa notificata per l’anno 2013”.