Proteggere le donne rifugiate, obiettivo centrato in Parlamento Europeo

Nel corso della seduta plenario di Strasburgo l’Assise Europea ha esaminato e proposto una serie di misure atte a tutelare la donne rifugiate. Ha altresì dato il via libera all’importazione di 35mila tonnellate di olio dalla Tunisia.

La plenaria del Parlamento Europeo l’8 marzo propone e vota le misure per proteggere le donne rifugiate. 
 
Al centro del progetto di risoluzione posto ai voti, una riforma delle politiche e delle procedure di migrazione e asilo dell'UE. E’ stato l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, ad esprimersi nel merito, sostenendo la necessità che l’Unione Europea ponga al centro delle sue priorità i diritti delle donne migranti.
 
Nel testo della risoluzione temi di strettissima attualità, spesso piaghe sociali, come le forme di violenza individuali e di genere (dallo stupro alla violenza sessuale, dalle mutilazioni genitali femminili ai matrimoni forzati, alla violenza domestica) che dovrebbero essere riconosciuti come motivi validi per richiedere asilo in Europa.
 
Diverse le misure che l’Europa propone, tutte volte a garantire le esigenze della donna durante tutto il processo di asilo; zona notte e servizi igienici, interpreti femminili, consulenza traumi per le donne che hanno subito violenza, cura dei bambini durante lo screening e il colloquio per la richiesta d'asilo, informazioni per le donne. E’ bene sapere che dall'inizio del 2016, il 55% delle persone che raggiungono la Grecia per la richiesta di asilo in Europa sono donne e bambini, rispetto al 27% di giugno 2015.
 
Nel corso della discussione congiunta, la Commissione ha aggiornato i deputati sulla situazione sociale delle donne in Europa, celebrando di fatto la Giornata della donna con operatività ed efficienza politica.
 
Ma non solo 8 marzo. La plenaria di Strasburgo ha dato l'ok finale al pacchetto di aiuti d'urgenza alla Tunisia, che comprende il Regolamento che permette l'importazione di 35.000 tonnellate aggiuntive di olio d'oliva senza dazi nell'Unione europea. Il voto era stato sospeso lo scorso 25 febbraio, mentre nella seduta di qualche giorno fa il Coreper ha recepito gli emendamenti tecnici e comunicato che avrebbe adottato il testo che sarebbe passato al Parlamento europeo. L'aula ha approvato con 500 sì, 107 no, 42 astenuti.
 
L’olio d’oliva è il principale prodotto agricolo esportato dalla Tunisia verso l’Unione Europea e la sua produzione dà lavoro – direttamente o indirettamente – a più di un milione di persone. La Tunisia viene considerato l’unico paese in cui la “primavera araba” ha avuto un risultato positivo, dove cioè si è completata la transizione da un regime autoritario a un sistema democratico (anche se con diversi difetti). Gli attentati compiuti nell’ultimo anno dallo Stato Islamico hanno però indebolito l’economia nazionale tunisina, basata principalmente sul turismo, e hanno fatto aumentare il timore che la situazione fuori controllo della vicina Libia possa destabilizzare la democrazia in Tunisia (la grave crisi libica viene considerata dall’Unione Europea come una delle priorità di sicurezza da affrontare nel prossimo futuro). Queste le ragioni che hanno portato, e non fra poche polemiche, l’Unione Europea a stanziare i fondi aggiuntivi destinati alla Tunisia.

Barbara Politi



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