Quei messaggi minacciosi che fanno male alla politica, da Adriana Poli Bortone a Francesco Schittulli

Dopo Adriana Poli Bortone, anche Francesco Schittulli ha ricevuto intimidazioni nei confronti della sua persona. Minacce che inquinano un clima elettorale dalle acque già agitate. C’è bisogno di serenità e di sana competizione, non di semi di terrore.

Non fanno bene alla politica le lettere di minaccia che prima Adriana Poli Bortone poi Francesco Schittulli hanno ricevuto nel corso della campagna elettorale per le Regionali 2015. Un clima di terrore non è un buon clima per la politica che vuole fare bene, per la politica sana, quella politica fatta di vigorosa ma corretta competizione tra candidati.

Prima l’intimazione alla candidata di Forza Italia – sostenuta anche da Noi con Salvini e altre liste di centrodestra – Adriana Poli Bortone: “ritira la candidatura o te la facciamo pagare”, questa la frase fatta pervenire da ignoti presso la redazione leccese del Nuovo Quotidiano di Puglia.

Poi è la volta di Francesco Schittulli, sostenuto da Movimento Politico Schittulli-Area popolare che annovera i candidati di Ncd,Fratelli d'Italia e Oltre con Fitto: "vattene all'inferno, ritirati o ti facciamo saltare in aria con 50kg di semtex", questa l’intimidazione che l’oncologo ha letto in diretta su Rai Radio2, mentre era ospite di Un Giorno da Pecora. Francesco Schittulli  ha reso noto il contenuto del testo della missiva ricevuta in mattinata, attraverso la foto inviatagli dal figlio via smartphone.

Insomma, a farla da padrone in questa campagna elettorale – e purtroppo in molte altre a memoria – non sono soltanto i confronti sulle tematiche, ma anche le minacce, le manifestazioni di dissenso che seminano il terrore e mettono in moto, com’è ovvio, la macchina delle Forze dell’ordine e della magistratura, chiamate a far luce su simili episodi.

Ma così non si fa altro che avvelenare un clima già poco sereno, rosicando quella già minima fiducia che i cittadini hanno nei confronti del mondo politico e che non rende facile certamente il compito di coloro che sono chiamati a rappresentarli nelle stanze della politica o che, nella corsa elettorale, ci stanno provando.



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