‘A Lecce se inquini di meno paghi come se inquinassi di più’, Baglivo (M5S) critica la tassa sulle caldaie

La campagna elettorale dei pentastellati entra nel vivo e il candidato a sindaco prende di mira la tassazione sulle caldaie e sui climatizzatori: ’Va ripensata’

“I leccesi che inquinano di meno vengono tassati allo stesso modo di quelli che inquinano di più. Con noi al governo della città le cose cambieranno!’

È questa la promessa di Arturo Baglivo ai suoi concittadini che andranno alle urne domenica 26 maggio 2019 per scegliere il sindaco.

‘Con l’arrivo della stagione calda inizia, per molti cittadini leccesi, la corsa all’acquisto di climatizzatori ad aria fredda. Tanti di loro hanno già optato per l’impianto di aria climatizzata con l’opzione di pompa di calore, affrontando una spesa ingente per questo tipo di macchinari, ma eliminando dagli appartamenti la caldaia a metano, prima fonte di inquinamento. In un’ottica di decarbonizzazione e di riduzione dell’emissione di Co2 nell’atmosfera, penso che questi cittadini dovrebbero essere premiati: le pompe di calore sono capaci di moltiplicare i kilowattora estraendoli dall’ambiente esterno e “pompandoli” a temperatura più alta all’interno delle case. Così facendo scaldano approssimativamente 5 volte di più di una stufetta elettrica o un termoventilatore e producono la metà dei gas serra’.

Fin qui tutto bene, nel senso che i cittadini sono anche disposti a spendere di più per inquinare di meno e lasciare ai propri figli un ambiente migliore. Ciò che proprio non si può sopportare è la penalizzazione che sono costretti a subire in termini di tassazione, dal momento che in Puglia e in Provincia di Lecce non esiste un regime che premia chi si comporta in maniera più virtuosa. Quasi che stiano ricorrendo a caldaie a metano…

‘Questo succede dall’ottobre 2014, quando una normativa obbliga chiunque possieda condizionatori e climatizzatori a casa, presso la propria attività o in ufficio, di munirsi del libretto e del relativo bollino blu, poiché questi ultimi sono equiparabili agli impianti di riscaldamento. La Regione Puglia che detiene la competenza in questa materia, a febbraio 2015 dispose che l’imposta dovesse essere saldata alla Provincia. Quindi, se fino a luglio 2014 la quota annuale prevista a carico dei possessori degli impianti termici veniva versata nelle casse comunali, dal 2016 al 2020 le attività di verifica delle caldaie sono state affidate alla Nuova Salento Energia, rimpinguando le casse della Provincia. Non solo. Agli impianti di Lecce sono state applicate le disposizioni procedurali e tariffarie diverse e più restrittive rispetto a quelle fissate dalla normativa nazionale’.

Un mondo al contrario, secondo i Cinquestelle che dovrebbe invece trovare una soluzione immediata.



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