Teoria del gender, il mondo cattolico ‘è un duro attacco alla famiglia’

L’adesione della Regione Puglia alla rete antidiscriminazioni ha sollevato un polverone di polemiche e il mondo cattolico, legato alla famiglia intesa in senso tradizionale, si ribella e dice la sua.

È scontro ormai tra i due approcci educativi: l’uno che vorrebbe far comprendere di più e meglio la teoria gender, iniziando dalle scuole, l’altro che alza i muri a difesa delle teorie tradizionali che si affermano sulla diversità uomo-donna basata su caratteri biologici. Uno scontro che giunge a fasi di cortocircuito e di rottura del dialogo quando entra in campo il momento della trasmissione di questi concetti ad un pubblico particolare quale è quello dei bambini nell’ambito di un percorso formativo scolastico.

L’adesione alla rete Re.a.dy, da parte della regione Puglia, come era prevedibile, ha suscitato più di una polemica, a cominciare dal Forum delle Famiglie di Puglia che non ha condiviso il passo in avanti fatto dalla Giunta Emiliano, soprattutto da parte di quegli assessori che in campagna elettorale si erano dichiarati portatori del vessillo della famiglia intesa in senso tradizionale: ‘Era davvero così urgente approvare l’adesione della Puglia alla Rete “Re.a.dy” – scrivono dal Forum – di fronte alla enormità dei problemi delle famiglie pugliesi, che combattono ogni giorno con crisi demografica, emigrazione, disoccupazione, crollo dei redditi, mancanza di casa, usura e gioco d’azzardo? E’ una domanda che rimane viva nel cuore delle famiglie pugliesi, che avevano visto con gioia l’adesione di una cospicua parte degli attuali consiglieri regionali, nonché di assessori e candidati Presidente, al Manifesto “Per una regione a misura di famiglia” presentato solo qualche mese fa prima delle elezioni”. Peccato che – secondo il Forum – “la gran parte dei punti contenuti nel manifesto non è ancora giunta a nessuna forma di proposta, nessuna discussione, nessuna approvazione, ignorando le istanze della parte costitutiva del popolo pugliese. ‘

Il Forum poi entra nel merito della scelta della Regione dalla quale prende ogni forma di distanza. Pur sostenendo ogni forma di lotta alle discriminazione di genere, ciò che non va sono le modalità attraverso le quali la teoria del gender potrebbe arrivare ai fruitori finali, ossia i piccoli alunni delle scuole: “Perché non va bene? Non perché siamo contro le persone omosessuali, ma perché questa ideologia, con la sua pervasività, destruttura il mondo dei sentimenti e dell’identità, quello delle relazioni affettive e sessuali, fino alla decostruzione della famiglia, intesa come unione stabile fra uomo, donna e figli. E vi sembra questa una vera promozione della famiglia?’.

Per Alleanza Cattolica il quadro è sin troppo chiaro: ‘Per distruggere la famiglia non vi è nulla di peggio di quell’ideologia gender definita da Papa Francesco “uno sbaglio della mente umana” – che ci si vorrebbe imporre attraverso una “colonizzazione ideologica paragonabile a quelle dei totalitarismi del XX secolo. Nessuno si illuda di poter colmare l’attacco sferrato alle famiglie pugliesi con  mere affermazioni di principio o con contentini economici che non potranno certo sanare questa ferita.
 
Sembrano troppo distanti le posizioni perché si possa avere un confronto costruttivo. L’impressione è che si vada al muro contro muro. Spetterà alle famiglie informarsi e formarsi e provare a condividere con i propri figli un area di intervento educativo che, per certi versi, è ancora rimasta un taboo.



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