Teresa Bellanova nel governo Conte bis, guiderà il Ministero delle Politiche agricole e forestali

Teresa Bellanova, sindacalista e renziana di lungo corso, guiderà il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Per Lei un posto nella squadra di Conte

Sottosegretario Teresa Bellanova

Il soprannome di «pasionaria brindisina» Teresa Bellanova, nuovo ministro delle Politiche agricole e forestali nel governo giallorosso guidato da Giuseppe Conte, se l’è guadagnato sul campo, con un passato da sindacalista e da ‘combattente’, sempre in prima linea per difendere i diritti dei lavoratori dei braccianti vittime della piaga del Capolarato.

Lei che a 14anni andava a lavorare nei campi come bracciante perché la sua famiglia non poteva permettersi di farle proseguire gli studi conosce bene cosa si prova scontrarsi contro i caporali che, come raccontato in un’intervista, andavano “a cercarla con le pistole” nella Camera del Lavoro di Villa Castelli.

Inizia a muovere i primi passi in politica nel 2006, quando si candida alle elezioni della Camera dei Deputati con i Democratici di Sinistra. Ma è nel 2014 che arriva il primo incarico importante: il 28 febbraio viene nominata sottosegretario di Stato al Lavoro nel Governo Renzi. Il 7 marzo 2016 diventa viceministro al Ministero dello Sviluppo economico, incarico mantenuto anche con Gentiloni.

Renziana doc, Teresa Bellanova, anima a sinistra, aveva fatto parlare di sé quando il suo nome era circolato per la segreteria del Partito Democratico. Tra le righe, doveva ‘correre’ contro Nicola Zingaretti. Tante le voci che la passionaria brindisina sarebbe entrata a far parte della squadra di Governo messa a punto dall’avvocato del popolo, Giuseppe Conte. Così è stato, Teresa Bellanova guiderà il Ministero delle politiche Agricole e Forestali.

Non il lavoro, come si mormorava e nemmeno lo Sviluppo economico, ma il Mipaaf, senza la T di turismo voluta dal suo predecessore, il leghista Gian Marco Centinaio criticato apertamente per la ‘latitanza’ sulla questione del batterio killer che ha condannato a morte centinaia di ulivi. “E dopo 13 mesi dalla prima gita del ministro in Puglia, possiamo ancora affermare non ha fatto niente contro la Xylella. Solo propaganda” accusava.

Non è la prima salentina in via XX settembre, nel lontano 1994 a sedere su quella stessa poltrona fu Adriana Poli Bortone, voluta da Silvio Berlusconi.

C’è anche un altro pugliese in squadra. È Francesco Boccia, vicino al Governatore Michele Emiliano e al segretario dem, Nicola Zingaretti.

Grande assente, invece, Barbara Lezzi. La strada verso il Ministero per il Sud sembrava spianata, ma non è riconfermata dall’avvocato del popolo. Evidentemente nel gioco degli incastri, nomi più pesanti hanno avuto la meglio.