Ticket nelle chiese, Fiorella scrive all’Arcivescovo: “ripensi al biglietto di ingresso”

Sulla tanto discussa questione del ticket nelle chiese di Lecce, il candidato sindaco di Sinistra Comune ha scritto all’Arcivescovo una lettera

Tanto sta facendo discutere la scelta di lanciare il progetto LeccEcclesiae, alla Scoperta del Barocco che consente di ammirare alcuni dei gioielli più belli del capoluogo senza il vincolo dell’orologio, semplicemente pagando un ticket di ingresso. I turisti, ma anche chi non ha avuto il tempo o l’occasione di visitare il Duomo, San Matteo, Santa Chiara e la basilica di Santa Croce potranno ammirare la loro bellezza no stop, tutti i giorni (comprese le domeniche e i festivi).

Molti hanno storto il naso e sollevato dubbi, tra cui anche il candidato sindaco di sinistra comune Mario Fiorella. Il magistrato nei giorni scorsi aveva ricordato il contenuto di una nota Cei secondo cui l’adozione di un biglietto è ammissibile solo se applicata ad alcuni luoghi – cripta, campanile, battistero – separati dal corpo principale della chiesa. Chiesa che “deve rimanere aperta a tutti i fedeli, senza limitazioni”.

Oggi, dopo aver ascoltato il saluto dell’Arcivescovo Michele Seccia alla presentazione di Sabir, Festival diffuso delle Culture Mediterranee, ha preso carta e penna per scrivergli una lettera.

«Il suo intervento, del quale ho apprezzato la visione umanitaria e di accoglienza – si legge – mi sembra contrasti con quanto ha stabilito in merito al pagamento di un biglietto per l’ingresso in quattro tra le più importanti chiese del centro storico di Lecce. Si tratta di luoghi di culto e di cultura che, come tali, indipendentemente dal regime proprietario dell’immobile, sono beni comuni, esclusi dalla logica mercantile, che invece appartengono indistintamente all’umanità, credenti e non credenti, e, quindi, accessibili».

La richiesta del candidato sindaco di sinistra comune a Monsignor Seccia è semplice: valutare l’opportunità di fare un passo indietro. «Tenuto conto delle forme improvvide con le quali si chiede la riscossione del biglietto, anche a comitive di studenti, del fatto che tale situazione danneggia l’attività delle guide e degli operatori turistici che lavorano in questo settore da innumerevoli anni, che l’esigenza di prolungare l’apertura e di salvaguardare il decoro delle chiese può essere soddisfatta in altri modi con l’intervento anche economico delle Istituzioni (Comune, Provincia, Regione), le chiedo di valutare l’opportunità di revocare la decisione di imporre il pagamento di un biglietto d’ingresso alle chiese».