Ambulatorio unico di reumatologia, Apmar spinge per l’avvio immediato

Interviene il Presidente di Apmar Onlus, Antonella Celano, che sollecita una immediata presa d’atto delle istituzioni al fine di attivare il prima possibile, a Brindisi, l’importante centro con le malattie reumatiche.

Nelle ultime ore è tornata d’attualità la triste vicenda dell’ambulatorio unico di reumatologia che si sarebbe dovuto istituire a Brindisi e che, invece, resta ancora in stand-by senza dare risposte a tutti quei pazienti che ne avrebbero necessità.

Sono oltre mille pazienti a rischio. E a scendere in campo per sostenere la una battaglia di buona sanità c’è Antonella Celano presidente di Apmar Onlus: “Ci domandiamo come mai, l’Ambulatorio Unico di Reumatologia citato nella Delibera n. 491 del 13 marzo 2014, avente come oggetto ‘Presa d’atto del Progetto operativo elaborato dal Tavolo tecnico di Reumatologia’, sia caduto nel dimenticatoio e ad oggi resti virtuale.

La Delibera n. 491 – prosegue Antonella Celano –  stabilisce la progettazione e la proceduralizzazione di un Ambulatorio Unico dei Reumatologi Ospedalieri operanti Asl di Brindisi, un unico punto di riferimento ospedaliero per le persone aventi malattie reumatiche, le quali, se l’ambulatorio venisse istituito, potrebbero usufruire delle prestazioni dei vari specialisti; i medici, alternandosi nello stesso ambulatorio, riuscirebbero a garantire, per almeno 5 giorni a settimana, un’assistenza quotidiana e costante”.

Effettivamente sembrerebbe naturale l’opportunità che in un’unica struttura si avvicendassero, in maniera organica, tutti gli specialisti che combattono contro le malattie reumatiche dando risposte ai tanti cittadini che cercano di avere servizi adeguati sdal Sistema Sanitario Nazionale, provando ad eliminare sprechi e doppioni di prestazioni per accorpare tutto in centri altamente qualificati.

“Auspichiamo che il Direttore Generale dell’Asl di Brindisi,  Giuseppe Pasqualone – conclude la Celano – si impegni per risolvere questa situazione.

Basta temporeggiare! I pazienti non possono attendere!”



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