Anche il Salento nella morsa dell’influenza. E per vaccinarsi è un po’ tardi

Aumentano i casi di influenza nel Salento. La motivazione risiederebbe in una diminuzione delle vaccinazioni a causa dell’effetto ‘Flaud’. Secondo i dati influweb, la provincia leccese è la più ‘influenzata’ della Puglia.

La stagione influenzale è ufficialmente iniziata. La soglia minima dei casi, ormai superata, riceve la certificazione del Centro Europeo di Controllo delle malattie. E, dicono gli esperti, anche nel nostro paese il virus trova ‘terreno fertile’. La causa? I bassi tassi di vaccinazione. Colpa anche dell’‘effetto Flaud’, che ha scoraggiato molte persone. Parliamo di circa due milioni di persone in meno.

I sintomi si notano anche nel Salento, dove nei nosocomi starebbero aumentando i casi di codici gialli dovuti al fenomeno. Basti pensare che all’ospedale ‘Vito Fazzi’ di Lecce risultano non pochi i ricoveri dovuti alla bronchite, così come anche il ‘San Giuseppe’ di Copertino ed il presidio di Scorrano. Nel complesso, però, va sottolineato un aspetto statistico importante: la provincia leccese risulta quella con i maggiori episodi d’influenza della Puglia. Dati confermati dal sito influweb, portale di raccolta di informazione, che registra un importante 35,71%.

Inoltre, sarebbe un po’ troppo tardi per vaccinarsi. Lo riporta l’ANSA in una dichiarazione del presidente della Società Italiana di Igiene e Medicina Preventiva (Siti), Carlo Signorelli: ''In genere consigliamo di farlo entro il 15 dicembre, arrivando al massimo a fine anno – spiega – Questo vale per la vaccinazione 'di massa', mentre a questo punto diventa una scelta individuale. Qualche medico potrebbe consigliarlo a qualche paziente particolare, ad esempio le donne in gravidanza''.

''La stagione sembra iniziare ora – si legge nel bollettino settimanalevisto che la proporzione di campioni 'sentinella' positivi al virus ha superato la soglia del 10%, nonostante la maggioranza dei paesi stia comunque avendo un'attività influenzale di bassa intensità''. In Italia la soglia è stata superata già nella settimana tra il 22 e il 28 dicembre, come sottolineato dal bollettino della rete Influnet che ha registrato un tasso di casi superiore a 2,36 ogni 100mila assistiti.

Sempre All’ANSA, Giovanni Rezza, epidemiologo dell'Istituto Superiore di Sanità, sottolinea che “contrariamente a quanto sta avvenendo negli Usa, da noi per ora prevale l'influenza di tipo A H1N1, che corrisponde perfettamente a quella del vaccino, e non laA H3N2, che invece è leggermente diversa''.