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Euro2016. Apre Chiellini, chiude Graziano Pellè. Italia ai quarti: es fiesta!

by Redazione
1 Agosto 2017 14:31
in Calcio
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Sontuosa, maestosa, imperiosa! Non ci sono altri termini per definire questa Italia.. come, anzi, meglio di quella vista con Belgio e Svezia! Del resto, come aveva detto Antonio Conte nella conferenza stampa tenuta prima della partita, “non siamo la vittima sacrificale di nessuno. Se la Spagna è migliore di noi lo deve dimostrare sul campo. Noi non vogliamo andare a casa”.
 
E che l’Italia, archiviata la brutta prestazione contro l’Irlanda, avesse voglia di proseguire in questa avventura europea lo si era capito sin dai primi minuti. Un possesso palla continuo, costante, sistematico che porta gli azzurri del ct leccese a farsi più e più volte minacciosamente sotto la porta spagnola con la difesa avversaria che sembra davvero non capirci più niente già dopo il primo quarto d’ora di partita. Sono i pali, la traversa e la buona sorte a graziarli.. niente di più.
 
È più che un fortunale quello che, intanto, si sta abbattendo sullo Stade de France a Parigi, una pioggia che potrebbe favorire il famoso tiki-taka delle furie rosse che, invece, subiscono il gioco aggressivo della nostra nazionale che, già al 31°, ha l’occasione di imporre questa superiorità dopo un fallo subito da Pellè atterrato appena fuori area di rigore.
  
Conte lascia ai suoi libertà di scelta su chi deve battere il calcio di punizione, decisione che ricade su Èder, ancora lui che, contro la Svezia, ci ha regalato la qualificazione a questi ottavi dopo appena due match. Barzagli, Bonucci e Chiellini si avvicinano all’italo-brasiliano a farfugliargli qualcosa coprendosi la bocca finché De Rossi non sopraggiunge da dietro per incitare i compagni con un chiaro “vai! vai!, sappiamo quello che dobbiamo fare”. È un tiro di potenza dritto sulle mani del portiere spagnolo che vede le sue mani piegarsi all’indietro, la palla è respinta ma è subito Giacherini, sopraggiunto da dietro la barriera ispanica, a recuperarla e, prima di essere atterrato, la passa dritta sui piedi di Giorgio Chiellini che, anche lui, è lì.. GOAL!
 
Italia in vantaggio per reti, per gioco e per tutto. Lo stordimento delle ormai “Fu” furie rosse è chiaramente visibile dal campo alla panchina dove “don” Vicente del Bosque è a dir poco impietrito mentre, su quella azzurra, è fiesta!
 
Il primo tempo si conclude con l’attacco incessante dei nostri che, nella ripresa, sembrano voler imporre agli spagnoli lo stesso ritmo e la stessa frequenza di gioco dei 46 minuti precedenti ma, via via che lo scontro va avanti, la stanchezza inizia a farsi sentire e il primo a uscire è proprio De Rossi sostituito, al 53°, da Thiago Motta.
Non ci siamo ancora, servono altre energie, probabilmente Sturaro e Zaza che, nel frattempo, si stanno riscaldando a bordo campo… no. Conte ci ripensa e manda in campo Insigne al posto di Èder all’81° e Darmian per Florenzi all’83°.
 
Il commissario tecnico ha ben chiaro che, nei minuti finali, se vuole portarsela a casa, deve rinforzare il centrocampo chiedendo a Pellè di stringere i denti sino all’ultimo.
 
Gli spagnoli non si arrendono, vogliono recuperarla a tutti i costi e, in almeno tre occasioni avute sotto rete, fanno venire i capelli bianchi agli azzurri e ai loro tifosi presenti nello stadio e a quelli che li seguono da casa.
 
I minuti regolamentari sono lì lì per scadere e sono già 4 quelli di recupero concessi dal turco Cakir che, il più delle volte, sembra essere il dodicesimo giocatore spagnolo in campo, ma gli uomini di Conte hanno ripreso vigore e vogliono rifarsi di un passato che è ancora una ferita aperta, così, un contropiede fulmineo, partito da una diagonale da 40 metri di Insigne, si trasforma in una cannonata di Darmian dritta su De Gea che respinge ma, sul rimpallo, non può fare nulla contro la coordinazione della punta monteronese che, al 90°, allo stesso modo di quanto fatto contro il Belgio, mette la parola fine all’incontro… 2 a 0!
 
Si poteva fare di più, forse, ma si  è fatto abbastanza per approdare ai quarti, andarsela a giocare contro i campioni del mondo tedeschi e rifilare vittoriosi agli, ormai, ex-campioni d’Europa un sonoro “ADIOS MUCHACHOS”!
 
Luca Nigro

Tags: campionati-europei-calcio-2016
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