Lecce, Di Francesco si presenta: “Questa piazza uno stimolo. Qui ci si sente calciatori”

Parla l’esterno d’attacco, figlio dell’ex tecnico dei giallorossi Eusebio. Nella gara con il Cittadella ha servito l’assist del momentaneo vantaggio a Strefezza.

120 presenze in Serie A, condite da 14 gol; 65 in B, con all’attivo 12 marcature e 38 in C con 5 reti. A queste si aggiungono altre 13 presenze in Coppa Italia, in cui è andato a segno due volte. Inoltre, ha vestito sei volte la maglia della Nazionale Under 21, con un bottino di tre gol.

È questo il curriculum con cui si presenta Federico Di Francesco, esterno d’attacco pisano, classe ’94, figlio dell’ex tecnico dei giallorossi Eusebio, nuovo acquisto del sodalizio salentino, con la cui casacca si è già messo in mostra venerdì sera contro il Cittadella, fornendo l’assist del momentaneo vantaggio a Strefezza.

“Oggi non siamo in presenza di un ‘angale’, ma nel ruolo che ricopre è meglio essere brevilineo e veloce e queste sono le caratteristiche di Federico. Parlare oggi di lui è semplice, lo conoscete, ha un curriculum importante e ha giocato quasi 150 partite e nel corso dell’ultimo torneo di A ha realizzato cinque gol e fornito diversi assist. Era un nostro obiettivo iniziale, è stata una trattativa lunga, anche per poterlo acquisire a titolo definitivo”, ha affermato il Responsabile dell’Area tecnica, Pantaleo Corvino.

“Vi ringrazio per l’accoglienza, molti tifosi durante la trattativa mi hanno scritto, una piazza come questa è uno stimolo. Papà mi ha parlato benissimo della città e dell’ambiente e spesso siamo venuti in vacanza a Porto Cesareo e l’anno scorso, mentre ero in ferie, ho detto a mia moglie che mi sarebbe piaciuto giocare qui. Ho firmato per tre anni e spero di rimanere fino alla scadenza”, sono state le sue prime parole da calciatori dei salentini.

L’Inter

“Negli anni ho incontrato spesso l’Inter e le grandi squadre si distinguono soprattutto per la fisicità. Si parte quasi sempre da sfavoriti, ma gli stimoli sono superiori e con questi tifosi ne avremo ancor di più. Non vediamo l’ora di giocare”.

L’esperienza

“Ho un po’ di esperienza, ma anche il giocatore che si approccia per la prima volta in A ha molto entusiasmo. Sono entrato con umiltà in un gruppo che ha vinto un campionato, con grande voglia e personalità come, per esempio, quella di Hjulmand, che mi ha sorpreso”.

Strefezza e il modulo

“Gabriel Strefezza si è sempre visto che era un calciatore dalle grandi qualità, forse nella Spal giocava un po’ fuori ruolo, ma in allenamento tutti notavamo le sue caratteristiche tecniche. Negli ultimi due anni non ho giocato con il 4-3-3, ma l’ho fatto spesso nelle stagioni passate, perché sono nato esterno sia destro che sinistro. La scorsa settimana avevo nelle gambe pochi allenamenti, ma mi sono trovato subito bene con i compagni e in questi ultimi sette giorni sono entrato più nei meccanismi”.

I consigli degli ex compagni “leccesi”

“Tutti gli ex calciatori del Lecce con cui ho giocato, mi hanno detto di venire subito, perché qui ci si sente calciatori e quando me lo hanno proposto sono stato subito convito, durante la trattativa ero fisicamente e Ferrara, ma con la testa a Lecce”.

Gli infortuni

“Purtroppo, tutti i giocatori incappano in stagioni tormentate dagli infortuni, mi è successo a Ferrara ed ero intristito. Ringrazierò sempre l’Empoli per l’aiuto che mi ha dato ed è stata un’annata bellissima, in cui ho conosciuto persone straordinarie”.

Il campionato

“Sarà un Campionato duro, ma dobbiamo tenere in mente, che sarà anche particolare, più lungo causa pausa per il Mondiale. Bisognerà avere equilibrio, sia che si vinca che in caso di sconfitta. Partiamo dietro secondo molti, ma poi sul campo si vedrà. Spero di aiutare la squadra in termini di gol e assist e di trovare continuità, da parte mia ci sono disponibilità e voglia”.

La partenza in Campionato

“La situazione di oggi e simile a quella dello scorso anno, un giornalista a Empoli aveva detto che eravamo destinati alla retrocessione, ma con il lavoro quotidiano si possono fare grandi cose, poi ci saranno le qualità personali, anche da parte dei giovani che ora sono poco conosciuti”.

La direzione di marcia

“Siamo sulla strada giusta, seguiamo il mister e siamo un gruppo che lavora tantissimo e cerca l’identità, ci vuole ancora un po’ di tempo, ma siamo sul cammino ideale”.



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