Parma-Lecce: sfida di famiglia in casa Soda. Rino fisioterapista dei ducali, il figlio Francesco dei giallorossi

Quella di oggi sarà una partita speciale per i due componenti dello staff sanitario gialloblu e salentino, che li mette contro nella gara dello Stadio Tardini.

Che ci fosse molto Salento nel Parma, lo avevamo già detto all’indomani della terza, storica promozione della compagine emiliana che, rinata dalle ceneri di un fallimento, in tre anni era riuscita ad approdare nel Massimo Torneo.

Leccese, infatti, è il Direttore Sportivo, Daniele Faggiano; l’allenatore Roberto Daversa, poi, da calciatore ha militato nel Casarano in Serie C, ai tempi in cui il numero uno del mercato della “Virtus” era un giovane di belle speranze che risponde al nome di Pantaleo Corvino e nel Gallipoli in B; nel Parma, fino a qualche giorno fa, inoltre, ha giocato Gianni Munari, più di quattro stagioni tra le file del Lecce, attualmente osservatore dei gialloblu e rimasto legato al Salento tanto da aver acquistato casa a Porto Cesareo.

Nella squadra ducale attualmente “milita” anche il fisioterapista Rino Soda, leccese di Squinzano, oltre vent’anni a ricoprire lo stesso ruolo nell’U.S. Lecce, per poi trasferirsi a Gallipoli e approdare al Trapani e, infine, seguire Faggiano in Emilia. È lui che cura i muscoli di Kulusevski e compagni.

Che fosse una grande sfida che coinvolgesse la provincia di Lecce si sapeva, ma stavolta si è andati oltre.

Quella di questa sera, infatti, sarà una sorta di guerra in famiglia, perché, in casa Soda vi sarà una battaglia.

Avviene spesso, infatti, che il figlio segua le orme paterne, svolgendo la stessa professione del genitore ed è questo il caso, perché, di Rino abbiamo già parlato, ma non si è detto che il figlio Francesco, come scritto in precedenza, svolge lo stesso mestiere del padre: il fisioterapista e che realizzi questa professione nella sua terra e, più precisamente tra le file dell’U.S. Lecce, dove, partendo dal settore giovanile, ha svolto tutta la trafila, approdando in prima squadra.

Certamente, come capita sempre, prima della gara ci saranno i consueti abbracci, ma poi, al fischio del direttore di gara, ognuno a compiere al meglio la propria missione, pronti a scattare dalle panchine e scendere in campo per soccorrere i giocatori rimasti sul terreno di gioco per infortunio.



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