Quanto pesano gli errori di Coda: a Ferrara altro stop per il Lecce. Le pagelle

Seconda sconfitta di fila per il Lecce che sul campo della Spal viene punito non solo da Strefezza, ma anche dai tanti errori sotto porta. Coda ha da recriminare.

Cambia l’atteggiamento, anche tattico, ma non il risultato. Il Lecce esce sconfitto anche dallo stadio “Paolo Mazza” di Ferrara, contro una Spal davvero di qualità. Gara effervescente, ricca di occasioni: due pali dei padroni di casa, una traversa di Lucioni, ma alla fine pesano gli errori in area di Coda, ormai a secco da quattro giornate. Gabriel, autore ancora una volta di una super prestazione, è costretto sempre a raccogliere il pallone dalla sua porta, punito da un’invenzione di Strefezza.

Gabriel, 6.5: altra gara di assoluto livello la sua, ma anche stavolta è costretto ad aggiornare il suo score di gol subiti. Non lo merita affatto perché anche al “Mazza” compie almeno due interventi da top player; il primo all’11esimo quando, sul tiro di Sernicola la tocca quanto basta per deviarla sul palo; ma è al 34′ che si supera respingendo il tiro a botta sicura di Paloschi a pochi passi dalla linea di porta. Bene anche su Valoti al 62′, ma alla fine capitola sulla bordata dalla distanza di Strefezza.

Adjapong, 6- : gara più sparagnina per lui che, schierato nel terzetto di difesa, deve badare soprattutto a mantenere la posizione. La Spal abbonda di qualità in avanti, lui regge ma in avvio di secondo tempo si fa saltare il testa da Paloschi che colpisce un altro palo.

Lucioni, 6: ancora una volta cambia il compagni di reparto, stavolta costituisce il perno della nuova difesa a tre, ma lui è sempre una certezza. Roccioso e sempre puntuale, sfiora il gol su colpo di testa al 27esimo. Da apprezzare anche le sue iniziative palla al piede e all’ultimo respiro coglie anche la traversa che gli nega il pareggio.

Zuta, 6: per far rifiatare l’opaco Meccariello, Corini e Lanna decidono di puntare sullo svedese nella difesa a tre. Pulito e ordinato, rischia davvero poco. Lanna lo tiene sempre sulle spine e lui non delude.

Calderoni, 5.5: scivola nei cinque di centrocampo, ma sempre con il compito di spingere e tenere duro. E’ bello il suo duello con Strefezza, che però lo spallino alla fine riesce a vincere.

Tachtsidis, 5.5: ha sulla coscienza uno dei tre gol incassati contro il Pisa e dopo 10 minuti rischia di farla nuovamente grossa. Brutto il suo pallone perso che innesca una pericolosa ripartenza estense: a salvare il Lecce, oltre a Gabriel, c’è il palo. Gara difficile la sua, costantemente accerchiato dalla rete biancazzurra.

Majer, 6- : nuova maglia da titolare per lui dopo gli ultimi due subentri. Il suo lavoro è prezioso in mezzo al campo perché va a dare manforte in fase di impostazione a Tachtsidis, costantemente accerchiato. Ma sono un po’ troppi gli appoggi sbagliati che rischiano di vanificare tutto il lavoro.
dal 83′ Henderson, senza voto: pochi minuti stavolta per lui che entra a risultato sbloccato e con il Lecce andato in confusione.

Paganini, 5: l’ex Frosinone vive di fiammate. Inizia con un paio di sbavature iniziali, ma pare chiaro come la sua posizione ideale sia quello di esterno a destra. Ottimo spunto al 23esimo quando dà sfoggio di tutte le sue doti di corsa, ma non riesce a tenere il pallone in campo per questione di centimetri. Ma non è sempre lucido nelle scelte e nel secondo tempo reclama anche un rigore.
dal 83′ Falco, senza voto: solo un calcio di punzone scodellato in area che Lucioni per poco non trasforma in rete.

Mancosu, 6- : nessun allenamento post-Pisa per via di una dolenzia alla coscia destra, ma il capitano non può finire in panca per la seconda volta di fila. Agisce nel folto centrocampo con licenza di proporsi anche alle spalle degli attaccanti. La sua qualità emerge in tante iniziative, ma troppo spesso decide di insistere palla al piede senza servire i compagni con risultati utili solo per i difensori di casa.
dal 65′ Listkowski, 6-: gara senza grandi spunti per il giovane polacco.

Stepinski, 6- : fallito il tentativo di posare sulle sue sole spalle il peso dell’intero attacco, torna a far coppia con Coda. Reattivo e sempre porto a fare sportellate, l’occasione più ghiotta arriva al 70esimo, con un colpo di testa in torsione che per si spegne di poco al lato.
dal 83’Pettinari, senza voto: vince un contrato e nulla più.

Coda, 4.5: il bomber giallorosso resta ancora a secco. Sono ora quattro le gare senza segnare e stavolta ha pesantissime responsabilità sulla sconfitta perché sciupa almeno due nitide occasioni solari. Ammonito al 45esimo, sciupa clamorosamente un incontro ravvicinato con Thiam al 63esimo e pochi minuti dopo non capitalizza un’altra chance da dentro l’area. Non è da lui e gli errori stavolta pesano tanto.

Lanna, 6- : lo shock contro il Pisa lo convince a provare qualcosa di diverso. In fase di possesso, infatti, i giallorossi si schierano con il 3-5-2, con Zuta nel cuore della difesa con Calderoni e Paganini esterni in un folte centrocampo. Il Lecce non è assolutamente quel brutto anatroccolo andato in campo sabato scorso: è ordinato, ma anche poco lucido in fase di costruzione. Riesce comunque a creare più di qualche occasione, ma Coda spreca di tutto e incassato lo svantaggio i giallorossi vanno sulle gambe. Alla fine arriva il terzo KO di fila che può essere ancora duro da digerire.



In questo articolo: