Lecce epico a Firenze: difesa super con Gabriel al primo clean-sheet. Le pagelle

Una difesa super regge l’urto della Fiorentina: La Mantia in avvio di secondo tempo fa saltare il banco e Liverani può far festa. Il Lecce torna al successo e scala la classifica.

Dopo due mesi il Lecce torna a brindare ai tre punti e lo fa su uno dei campi più ostici della Serie A. Un colpo di testa di un super Andrea La Mantia vale il successo al “Franchi” di Firenze in avvio di secondo tempo, dopo una prima frazione di totale sofferenza. Nonostante questo, però, la difesa oggi non sbaglia niente, Gabriel chiude la saracinesca e per la prima volta in stagione il Lecce mantiene la porta inviolata. In avanti bene Shakhov, pollice verso per Babacar.

Gabriel, 7.5: la Fiorentina parte fortissimo e già al quarto minuto deve opporsi alla grande a Nikola Milenkovic. Ma nel resto del primo tempo non servono grandi interventi. Decisamente non così nel corso della seconda frazione: dopo il vantaggio salentino, infatti, la Viola si rende pericolosissima e lui deve opporsi prima al 51′, ma soprattutto al 55esimo quando compie un autentico miracolo su Vlahovic. Per la prima volta in campionato chiude con la porta inviolata: un clean-sheet che ha una sua firma importante.

Rispoli, 7: Meccariello non è ancora al top, ma lui contro il Cagliari lo ha sostituito egregiamente. In linea con il resto dei compagni di reparto, disputa un primo tempo attento in fase di difensiva, non andando molte volte sul fondo. Ammonito al 28esimo, il suo apporto lì dietro oggi è decisivo.

Lucioni, 7.5: pronti-via e deve rifugiarsi in angolo anticipando Vlahovic. Il capitano di giornata è l’elemento con maggiore personalità nel pacchetto difensivo, più intraprendente, senza mai perdere le misure. Grande intervento difensivo su Ghezzal al 76esimo, ma in generale un secondo tempo super.

Rossettini, 7: è lui a dettare i tempi alla retroguardia e per larghi tratti riesce ad annullare l’attacco Viola. Ammonito al 68′, era diffidato: salterà il match di domenica prossima contro il Genoa.

Calderoni, 6.5: l’eroe dell’ultimo turno, oggi deve più che altro reggere l’urto. Soffre tremendamente Lirola che quando si affaccia dalle sue parti (spesso) fa praticamente quello che vuole. In fase di non possesso oggi rischia l’insufficienza, molto meglio nella spinta, soprattutto quando il 21 fiorentino lascia il campo.

Tachtsidis, 6.5: nel forcing iniziale della Fiorentina cerca di mantenere la calma, forse un po’ troppa. Ad ogni modo, c’è sempre lui in ogni azione del Lecce, ma non trova mai il guizzo vincente. Molto meglio in fase di schermo davanti alla difesa: nel finale il suo possesso intelligente fa fruttare minuti importanti.

Petriccione, 6.5: non è una partita come tutte le altre per lui che, con un passato Viola, attendeva tanto di scendere in campo al “Franchi”. Ci teneva a far bene stasera e sul piano della personalità ci riesce, ma sono sempre troppe le palle perse in uscita. Ammonito all’ora di gioco per una trattenuta su Castrovilli.

Tabanelli, 6- : dopo la prestazione non proprio brillante di lunedì scorso, il Taba viene comunque confermato nell’undici titolare. Si nota dal lontano che non è il suo periodo migliore: il romagnolo, infatti, sbaglia molti appoggi, concede qualche fallo di troppo e non riesce a trovare l’imbeccata giusta. Ma nonostante tutto regge.

Shakhov, 6.5: tocca ancora a lui agire alle spalle delle due punte, stante la perdurante assenza di capitan Mancosu. Ci mette un (bel) po’ prima di entrare nell’economia del match, ma quando lo fa sbaglia davvero poco. Ottimo il suo inserimento tra Farias e La Mantia nell’azione del gol, servendo al bomber numero 19 l’assist vincente.

Farias, 6+ : contro il Cagliari ha spaccato il match da subentrato, stavolta Liverani lo sceglie dall’inizio. Il risultato non è lo stesso, ma comunque l’italo-brasiliano fa il suo, mettendosi lo zampino decisivo nell’azione del vantaggio giallorosso. Su di lui resta il giallo di un contatto da rigore dubbio che l’arbitro non va nemmeno a rivedere al VAR.
dal 56′ Babacar, 4.5: era dato tra i titolari, entra invece solo in avvio di secondo tempo e ne combina di tutti i colori. Al minuto 80 Dragowski si avventura nella sua trequarti, lasciando vuota la porta: lui non ne approfitta a dovere. Al novantesimo, invece, ha la chance di mettere in ghiaccio la partita, si invola tutto solo a tu-per-tu con l’estremo difensore toscano, ma spreca in modo incredibile. Riesce, quanto meno, a guadagnarsi un paio di falli.

La Mantia, 7.5: vince il ballottaggio con Babacar e per la seconda volta di fila si aggiudica una maglia dal primo minuto. Primo tempo con 0 tiri in porta, ma con tanto, tanto, sacrificio per cercare di tenere palla e alta la sua squadra. Nella ripresa esplode: al 49esimo, in straripante progressione, inizia l’azione che lui stesso conclude in rete, di testa, facendo impazzire lo spicchio giallorosso del “Franchi”.
dal 77′ Vera, 6: entra al posto un attaccante e il giovane colombiano si schiera nel centrocampo, da esterno. Fa vedere un paio di buoni spunti e nel futuro potrà solo crescere.

Liverani, 7.5: deve ancora una volta fare i conti con le assenze, non solo per infortunio ma anche per la squalifica di Lapadula. La formazione iniziale è pressoché annunciata alla vigilia, con la sola “sorpresa” di Babacar in panchina. Prepara la partita proprio così: chiudersi bene, mantenere vicini i reparti e cercare di far male in ripartenza. Nonostante un avvio della Fiorentina più veemente del previsto, la difensa conduce bene, mentre – specie nel primo tempo – dalla cintola in più il Lecce fa troppa fatica a rendersi pericoloso. In avvio di ripresa, però, La Mantia fa saltare il banco e allora la partita si mette proprio come lui sperava. Oggi la difesa non lo tradisce, Gabriel sigilla la porta e nel finale, dopo la tirata d’orecchie a Babacar, può far festa con i suoi ragazzi e i suoi tifosi.



In questo articolo: