Lecce, Petriccione play è una garanzia, Gabriel dai due volti. Le pagelle della vittoria contro la Lazio

Uno stoico Lecce batte in rimonta la Lazio, seconda forza del campionato, e rilancia le sue chance salvezza. Gabriel prima sbaglia poi compie miracoli.

Ecco come si suda una maglia! Con una prova da incorniciare il Lecce torna finalmente a sorridere, conquistando una vittoria prestigiosa contro la Lazio seconda in classifica. Una gara veramente dalle mille emozioni che il Lecce sblocca con Mancosu, ma un suo tocco di mano inficia un eurogol. Sul ribaltamento di fronte sono i biancocelesti a passare dopo una frittata di Gabriel. Sembra il solito copione, fatto di errori e delusioni, ma stavolta il Lecce vuole il successo più che mai. Babacar, finalmente al gol, pareggia i conti e nella ripresa Lucioni (al secondo gol in quattro giorni) stavolta è decisivo.

Gabriel, 7: da qualche partita era uno dei pochi a salvarsi, ma stavolta inizia malissimo, combinandola davvero grossa. Dal possibile 1-0, commette due erroracci sulla stessa azione, spalanca la propria porta a Caicedo che non può proprio sbagliare il vantaggio biancoceleste. Da quel momento inizia un’altra partita: prima al 23′ chiude coi piedi lo spicchio ad Immobile, poi al 67′ ci mette i guantoni deviando un angolo una botta dalla distanza. Ma è al minuto 86′ che compie un vero e proprio miracolo, con un colpo di reni che lo spinge in cielo a deviare la botta di desta di Adekanye a pochi passi dalla porta. Anche all’ultimo secondo è decisivo.

Donati, 7: ancora una volta preferito a Rispoli tra i titolari, non delude mai. Ammonito a fine primo tempo per un fallo duro in una zona dove non potevano nascere pericoli: un giallo che non lo condiziona affatto.

Lucioni, 8: gol di testa pochi giorni fa a Reggio Emilia, ma inutile; un gol di testa questa sera che vale 3 punti pesantissimi. Il condottiero della difesa giallorossa oggi deve tenere a bada i temibili Immobile-Caicedo-Parolo, ma è in splendida forma. Sul gol incassato è un pasticcio difensivo, ma l’errore non è certamente suo. Al 47′ la sua inzuccata è ossigeno per la salvezza.

Paz, 7: reduce da un paio di prestazioni buone, ma pecca ancora di lucidità nei momenti cruciali (due falli da rigore consecutivi). Stavolta la sua prova è pulita, di sostanza e di grande attenzione.

Calderoni,7.5: il pendolino mancino di Liverani al quarto d’ora va vicino al pari con una palombella che si spegne di poco alta sulla traversa. Sua l’incursione su cui Patric allarga il braccio con conseguente rigore (poi sbagliato da Mancosu). Nella ripresa, con il Lecce avanti, deve fare gli straordinari sulla corsia di competenza e non delude.

Petriccione, 7.5: con la squalifica di Tachtsidis tocca a lui prendere le redini del gioco salentino e da play difficilmente stecca. La sua è una prestazione in continuo crescendo, con un secondo tempo super: ciliegina sulla torta il gol evitato alla Lazio proprio sulla linea al 69′. Giallo per fallo tattico speso al 65esimo e, forse anche per questo, Liverani lo risparmia nel finale.
dal 71′ Deiola, 6: il regista sardo è finalmente tornato tra i disponibili e per lui c’è l’ultima parte di match da affrontare. E’ palese che ha bisogno di minuti per rimettersi in piena forma e qualche corsa a vuoto ne è la prova. Ma ci mette comunque sostanza.

Barak, 6.5: in netto miglioramento fisico, il biondo centrocampista sta tornando ai suoi livelli. Primo tempo garbato, molta più legna nella ripresa e durante il forcing finale della Lazio è il difensore in più.

Mancosu, 6.5: il capitano ritrova la maglia da titolare dopo l’undicesimo gol stagionale contro il Sassuolo non vuole proprio più fermarsi. Appena 2 minuti e l’uomo simbolo del Lecce si mette subito in proprio e di sinistro buca Strakosha. Ma l’azione è viziata da un tocco di braccio e viene annullato. Al 45′ ha la clamorosa occasione di rifarsi dal dischetto, ma stavolta il portiere rimane fermo e lui la spara alta. Non è da lui. Ma l’errore dagli undici metri non può inficiare una prova di enorme sostanza e sacrificio. Al triplice fischio crolla per la stanchezza.

Saponara, 7: tenuto a riposo per la trasferta di Sassuolo, il numero 18 torna a giocare dal primo minuto, affiancando Falco alle spalle di Babacar. Da un suo grande recupero di palla parte l’azione dell’1-1 e, come se non bastasse, serve l’assist al bacio per l’inzuccata vincente di Lucioni.
dal 58′ Farias, 6.5: stavolta parte dalla panchina, ma quando entra contribuisce eccome al successo, con un paio di giocate di pura classe.

Falco, 6.5: con ancora nella mente il passaggio sbagliato da cui è nato il 3-2 del Sassuolo sabato scorso, il fantasista di Pulsano viene preferito a Farias. Firma l’assist per il gol del pareggio di Babacar. In generale una prova senza particolari sussulti, ma comunque efficace.
dal 72′ Rispoli, 6.5: entra per difendere il successo e un paio di sue sgroppate contribuiscono a fare perdere tempo e pazienza ai laziali.

Babacar, 6.5: il Kuma finalmente torna a sbloccarsi. Servito alla perfezione da Falco, insacca di testa il gol dell’1 a 1: non segnava dal 22 dicembre contro il Bologna. Per il resto una gara di sacrificio la sua, costretto dal mister ad abbassarsi molto per recuperare palle che riesce quasi sempre a giocare. Ad inizio di secondo tempo va giù per un fastidio fisico e Liverani lo sostituisce.
dal 50′ Majer, 6.5: lo sloveno torna finalmente tra i disponibili e scende in campo per buona parte di seconda frazione. Anche se la condizione non può essere ottimale, lui approccia molto bene al match, cercando subito di rendersi utile. Nel finale è ovunque.

Liverani, 8: finalmente, mister! Conferma il 4-3-1-2 anche contro la seconda della classe, riproponendo dall’inizio Mancosu, Saponara e Falco. L’approccio è quello giusto, anzi tutta la partita viene affrontata con la fame che solo una squadra che vuole davvero la salvezza può avere. Incassato lo svantaggio il suo Lecce non demorde: pareggia, sbaglia un rigore ma alla fine la ribalta. Per il mister, che radiocomanda i suoi come in un videogame, 3 punti voluti fortemente che ridanno entusiasmo e punti in classifica.



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