Parma amara per il Lecce: Tachtsidis inguardabile, Lapadula l’ultimo a mollare. Le pagelle

Il Lecce perde 2-0 sul campo del Parma e inanella la quarta sconfitta consecutiva. Dopo un bel primo tempo, i giallorossi si eclissano nella ripresa.

Nulla da fare: nemmeno a Parma il Lecce riesce a far tornare a muovere la sua classifica. Dopo un bel primo tempo, in cui è mancata solo la zampata in are, i giallorossi crollano nella ripresa: come spesso accade, la truppa di Liverani mantiene i ritmi alti solo per 45 minuti e stavolta a punire sono Iacoponi e Cornelius. In piena emergenza infortunati, i salentini non sfigurano sul piano dell’approccio, ma continuano a masticare amaro. L’impressione è che solo il mercato può dare una scossa a questo collettivo sul piano tecnico.

Gabriel, 6- : il Parma si rende pericoloso quando va in fuorigioco, ma lui, nonostante il gioco fermo, risponde sempre presente. Una gara reattiva la sua, ma nel secondo tempo meno: se prima non può nulla sul colpo di testa di Iacoponi dell’1-0, poi non esce in occasione del traverso di Kurtic da cui arriva il raddoppio di Cornelius. Nel finale evita il trias a Gervinho.

Quotidiano.net – Ansa

Donati, 6- : seconda maglia da titolare consecutiva per lui che si conferma in netta crescita. Nella sua corsia di competenza, però, agisce un certo Gagliolo che, quando si accende, mette tutti in apprensione: lui però c’è. Alla distanza, però, cala fisicamente e dalla sua mattonella spiove il traversone da cui il Parma trova il raddoppio.

Lucioni, 6- : rischia poco, anche in fase di impostazione. Una gara ai limiti della sufficienza però, non è da lui: non riesce a contenere Cornelius quando il numero 11 dei ducali, appena entrato, sigla il 2 a 0.

Rossettini, 5.5: una gara non brillantissima, complice anche un Parma che per 45 minuti non produce nessuna palla gol. In occasione del 2 a 0 gialloblu, nemmeno lui vede arrivare Kucka che centra la traversa tutto solo in area.

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Dell’Orco, 5.5: dopo la prova ordinata contro l’Udinese, è chiamato ancora a sostituire Calderoni. Darmian e Kulusevski, però, lo mandano in tilt e lui soffre terribilmente.

Tachtsidis, 4.5: il periodo di calo fisico e di attenzione non accenna a finire. Lui sbaglia, tanto, anzi troppo: nel cuore del campo non si può sbagliare così ingenuamente. Nel secondo tempo, poi, si macchia anche dell’errore in copertura su Iacoponi che svetta di testa e manda in vantaggio i ducali. Ennesima giornata da dimenticare.

Petriccione, 6.5: deve dare lezioni di impostazione al compagno di reparto Tachtsidis. Macchia un ottimo primo tempo dal cartellino giallo per il piede a martello di Hernani. Cerca di manette lo stesso ritmo anche nel secondo tempo, ma il fiato

Deiola, 6: nemmeno il tempo di presentarsi e va subito in campo dal 1′. Il suo biglietto da visita è una prova quasi da veterano: parte col piglio giusto, evidentemente vuole convincere subito i suoi nuovi compagni e tifosi. Inizia con un gran recupero di palla, prosegue mettendo ordine alla manovra. Quando inizierà a capire i momenti di inserimento, potrà diventare un grande acquisto.
dal 86′ Rispoli, senza voto: entra nel finale per tentare di dare qualcosa in più in fase di spinta. Solo un colpo di testa in pieno recupero che non centra la porta.

Mancosu, 6: si vede poco palla al piede, ma fa tanto movimento in fase di non possesso, utilissimo alla sua squadra. Un paio di belle iniziative in area di rigore avversaria, ma non sempre trova la soluzione giusta per mandare i compagni a rete. Nel secondo tempo prova ad accendersi: prima scalda i guantoni di Sepe, poi, prima di uscire, si deve deviato un gran tiro dal limite dell’area.
dal 63′ Lapadula, 6: entra e il Lecce crea subito qualche buona occasione. Si divora il 2-1 a pochi passi, dopo una bel numero, stampando la palla sulla traversa. La scossa, però, non arriva.

Falco, 5.5: è l’elemento con maggiori qualità in campo, anche se non sempre riesce a farla uscire tutta. Ci mette sempre lo zampino, in ogni azione, ma spesso si intestardisce con qualche dribbling di troppo che, puntualmente, costano la palla persa.

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Babacar, 5.5: non si può certo dire che sia mancato l’impegno, ma El Kuma non incide. Fa tanto movimento, a volte telecomandato da Liverani, ma in area di rigore sta poco e non se ne capisce il motivo.: quando scarica sulle ali non va a mordere in aree di rigore. E’ un suo limite o una richiesta dell’allenatore?
dal 77′ Vera, 5: due calci di punizione, uno poco forte, l’altro troppo debole. Il risultato non cambia.

Liverani, 5.5: non ha altri undici titolari su cui puntare, attanagliato da infortuni e delusioni. Nonostante la piena emergenza, il Lecce approccia benissimo: subito in palla, i giallorossi macinano gioco e chilometri, ma fanno fatica a creare nitide azioni da gol. Il difetto più grande, come si è ormai capito, sta nel mezzo, dove il filtro non sempre riesce e la cabina di regia non illumina. E così, come spesso accade, il Lecce cala nella ripresa. Incassati i due gol, richiama il capitano e tenta la carta dell’attacco di peso supportato da Falco, poi sceglie un centrocampo a 4 con l’innesto di Vera. Le sconfitte consecutive ora sono quattro: morale basso e domenica arriva l’Inter.



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