Serie A, oggi altro vertice in Lega. Vigorito: “giornate in solitudine tra esercizi e Negramaro”

Nel primo pomeriggio altro incontro in Lega A per studiare un piano per una eventuale ripresa del campionato. Nel frattempo in casa Lecce parla Mauro Vigorito.

Altra Assemblea di Lega questa mattina in Serie A. In videoconferenza i vertici del calcio italiano, compresi i presidente delle venti compagini di A, cercheranno l’intesa su una eventuale ripartenza del campionato. Lo stop dura da lunedì 9 marzo, gli allenamenti sono sospesi fino a data da destinarsi, ma le visioni (e gli interessi) sono differenti tra le correnti.

Si parte da un fattore comune a tutti: prima di tutto deve rientrare l’emergenza sanitaria legata al coronavirus. E poi? Poi le divisioni: c’è chi non ha più voglia di tornare in campo (come, ad esempio, i presidenti di Brescia, Genoa, Spal e Torino), chi invece vorrebbe provare a portare a termine la stagione, anche in estate (di questa idea il numero del Lecce Saverio Sticchi Damiani, ma anche Juventus, Lazio, Napoli e Roma). Attendisti, invece, molti altri.

Anche il Governo prova a dire la sua: il Ministro allo Sport Spadafora – Covid19 premettendo, pensa ad un piano per far tornare in campo le squadre nelle seconda metà di maggio, quando verosimilmente l’Italia sarà entrata nella Fase 2 dell’emergenza, quella della convivenza con il virus.

Ad ogni modo, i nodi da sciogliere sono veramente tanti: stipendi, diritti TV, contratti in scadenza, classifiche. Ad oggi, l’incertezza è l’unica cosa certa.

Nel frattempo in casa Lecce i giocatori continuano il loro lavoro in modalità smart. Lo spogliatoio non si vede dallo scorso 12 marzo e rischia di riunirsi soltanto tra fine aprile e inizio maggio.

Vigorito: “sono solo in casa. Mi alleno e cucino poco”

“In questo momento sono completamente solo – spiega il portiere Mauro Vigorito. La mia famiglia, compresa mia moglie incinta, è in Sardegna: non vedo i miei genitori da Natale e in questo periodo la preoccupazione è ovviamente tanta. Cerchiamo comunque di restare costantemente in contatto. Ora è il momento di tenere duro: presto usciremo da questa situazione e ci ritroveremo nella nostra casa, al “Via del Mare” per abbracciarci tutti insieme”.

Anche per lui le giornate scorrono tra allenamenti, cucina e TV: “mi alleno ogni giorno a casa – spiega – smontano il salotto in cui cerco di seguire gli esercizi assegnati. I primi giorni mi sono adattato con quello che avevo, poi ho dovuto fare qualche acquisto per garantire il minimo essenziale di attività per un professionista.

Per il resto del tempo, mi occupo del mio cane, gioco alla Playstation e ascolto musica, soprattutto i Negramaro. In cucina? Non mi piace stare ai fornelli, ma in questo periodo mi devo dare da fare, arrangiandomi e restando sempre attento all’alimentazione. Cosa mi sta mancando di più? La semplice quotidianità, cose che prima davamo per scontato e che ora ci mancano. Sarà bello riscoprire la semplicità di alcuni gesti a cui prima davamo poco peso”.

Ad uno dei rappresentanti della comitiva sarda dello spogliatoio, la sua terra manca tantissimo: “mi tengo in stretto contatto con Mancosu e Deiola, gli altri sardi del gruppo: Alessandro l’ho conosciuto qui e mi ha fatto un’ottima impressione. Con Marco, invece, c’è un rapporto che va al di là del campo.

Il rapporto con Gabriel? Da compagni di squadra, basato sul rispetto anche se siamo due persone con caratteri diversi. Con mister Sassanelli, invece, c’è sincerità e lealtà: ci conosciamo già da due anni e abbiamo instaurato un bel rapporto”.

L’isolamento porta poi a riflettere sul proprio percorso e per Vigorito è un momento in cui tirare un po’ le somme: “la mia carriera è iniziata con una serie di alti e bassi, esordendo in A con il Cagliari giovanissimo. Poi ho fatto un po’ di fatica a calarmi nella mentalità del professionista, soprattutto a livello fisico – confessa. Negli ultimi anni, invece, mi sono tolto tante belle soddisfazioni“.

Soddisfazioni che portano le medaglie di due promozioni consecutive, prima a Frosinone, poi a Lecce. “Le differenze tra le due esperienze sono tante. A Frosinone c’era una squadra costruita per quell’obiettivo, perdendo nel finale la promozione diretta, ma riscattandoci ai playoff. A Lecce, invece, è stata una cavalcata incredibile, perchè inaspettata. Settimana dopo settimana cresceva la convinzione e la consapevolezza di potercela fare. Le fasta dell’11 maggio è uno spot per tutto il calcio”.

Quest’anno è arrivata la conferma in massima serie per lui, anche se da secondo portiere. Sei presenze per lui tra campionato e Coppa Italia: prima la batosta in Coppa sul campo della Spal e l’entrata a freddo nella sconfitta di Verona. Poi però c’è anche il suo fondamentale zampino nel trittico di vittorie consecutive contro Torino, Napoli e Spal.

“Anche quest’anno la nostro forza è il gruppo – spiega. Siamo un gruppo di buoni giocatori, ma nessuno può fare davvero la differenza in campo. Ecco perché il collettivo è fondamentale. Le cose da migliorare, ovviamente, sono tantissime: era normale incontrare delle difficoltà e per arrivare all’obiettivo finale servirà lavorare ancora tanto.

Il mondo del tifo giallorosso? Qui ti responsabilizza tanto: c’è un ambiente fantastico, che ti segue in massa ogni settimana. Caratterialmente non sono estroverso e nemmeno molto social, ma con i tifosi credo di aver instaurato un bel rapporto”, conclude Vigorito.



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