Lecce, che sberla. A Melfi giallorossi quasi rassegnati

Nella sfida di ieri contro la compagine lucana i salentini danno vita ad una prova a dir poco pessima. A nulla è servita la superiorità numerica per quasi un tempo. Qualificazione ai Play Off quasi compromessa.

Nell'antica capitale normanna, il Lecce ha dovuto fare i conti con una squadra, quella del Melfi, che ora, dopo la meritata vittoria di ieri, non ha più nulla  da chiedere  al suo dignitoso campionato la cui classifica gode, ormai, di una più che mai meritata tranquillità.

Questo però non doveva far pensare al Lecce che la compagnie lucana  si sarebbe sottomessa all'altrui volontà, anzi, doveva fungere da monito la  strepitosa impresa di dodici giorni fa, quando, la squadra della città dei cinque concili aveva espugnato il "Pinto" di Caserta vincendo con un sonoro 3 a 2.

Nei precedenti incontri, per la verità solo due negli ultimi cento anni, i gialloverdi hanno perso entrambe le gare subendo ben sette reti e realizzandone soltanto due. Per il Lecce, conscio della forza del suo avversario, al "Valerio" contava solo un risultato, il bottino pieno per cristallizzare, una volta per tutte, quella posizione in classifica che consentirebbe ai giallorossi di disputare l'agognato mini-torneo dei play-off.

Con questi presupposti l'ex tecnico della primavera della Lazio Alberto Bollini, ha preparato la partita schierando  in campo la stessa formazione che ha battuto il Benevento al "Via del Mare" e che ha visto al centro dell'attacco Doumbia, coadiuvato sulle fascia da Gustavo. Il Lecce già al 3° minuto si fa vedere con Bogliacino che da 25 metri prova a sorprendere il portiere Perina, ma il pallone esce abbondantemente alto sulla traversa. Sei minuti più tardi ci prova Salvi sempre dalla distanza ma questa volta è l'estremo difensore gialloverde a respingere con sicurezza a pugni chiusi il pallone. Al 14° Abruzzese va in gol con una bellissima girata in area di rigore, ma il Sig. Ravaldi  annulla per un precedente fallo di mano del numero 5 leccese. Al 16° Diniz prova di testa ad impensierire Perina, ma la palla sfiora il palo perdendosi sul fondo.  Al 25° Gallo meriterebbe di abbandonare anzitempo il terreno di gioco per un fallaccio ai danni di Beduschi, ma il direttore di gara opta per il cartellino giallo. Il Lecce è poco reattivo e la sua manovra è farraginosa in tutti i reparti specie in quello avanzato dove Doumbia è quasi sempre in ritardo sui palloni e Gustavo non brilla sulla fascia. Bisogna aspettare il 43° per vedere un'azione degna di nota da parte dei giallorossi con Papini  che da buona posizione, in area ospite, colpisce di testa mandando il pallone alto sulla traversa. Qualche minuto prima Abbruzzese per proteste si fa ingenuamente ammonire dal direttore di gara.

Il primo tempo termina con le due squadre molto accorte in difesa  che non hanno lasciato spazio alle manovre offensive e con i due portieri  rimasti inoperosi per tutto l'arco dei 45 minuti. Del Lecce, ovviamente, ci si sarebbe aspettato qualcosa di più visto che di fronte aveva un avversario tecnicamente modesto ed in gioco c'erano tre punti pesantissimi che i salentini avevano il sacrosanto dovere di aggiudicarsi.

Il secondo tempo inizia con una novità nelle file del Lecce con Sacillotto che rileva Salvi. Passano appena cinque minuti di gioco che Gallo, per fallo di mani volontario, rimedia il secondo giallo guadagnando, così, anzitempo la strada dello spogliatoio e sul seguente calcio di punizione battuto da Bogliacino di prima, Perina compie una formidabile parata. Al 54° Doumbia, su cross di Bogliacino, da ottima posizione, colpisce di testa spedendo il pallone alto sulla traversa.  Tre minuti più tardi sempre il francese a tu per tu con Perina pasticcia facendosi ipnotizzare dall'estremo difensore lucano che gli toglie,in uscita, il pallone dai piedi impedendogli così di concludere in rete. Col Melfi in inferiorità numerica ci si aspetterebbe un Lecce arrembante e con la giusta cattiveria agonistica, ma i calciatori giallorossi, ieri, con loro, non hanno portato in terra lucana  né il cuore, né le gambe e tantomeno la testa. Il Melfi non risente affatto dell'handicap numerico e affronta il Lecce a viso aperto controllando agevolmente le sporadiche folate salentine che, per la verità, non impensieriscono quasi mai  la retroguardia locale. Al 60° Bollini prova a mandare in campo Fabrizio Miccoli per Beduschi, ma il gioco dei salentini non cambia, anzi, al 61° è il Melfi a sfiorare il vantaggio, ma Scuffia si impone compiendo una strepitosa parata. Al 72° altro cambio per il Lecce, dentro Manconi per Gustavo. Ma la frittata arriva al 90° quando Vinetot, ingenuamente, regala ai lucani un calcio dalla bandierina e sulla conseguente battuta Scuffia compie  un'uscita maldestra che trova pronto Caturano ad insaccare, portando così in vantaggio il Melfi.

Gli ultimi minuti segnano l'agonia del Lecce che non reagisce più con veemenza denotando svogliatezza, poca lucidità ma, soprattutto, torna ad affacciarsi la tipica rassegnazione che ormai contraddistingue, costantemente, la squadra  nelle fasi finali  dei campionati. 

Ivan Vedruccio



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