Il Lecce è salvo! Le sconfitte di Frosinone e Cagliari regalano ai giallorossi la permanenza in A

Le vittorie di Inter e Milan su Frosinone e Cagliari regalano al Lecce la permanenza in A con tre giornate di anticipo.

Salvezza raggiunta! Il Lecce disputerà in Serie A anche il campionato 2024-2025. Le vittorie del Milan sul Cagliari per 5-1 e quella dell’ Inter sul Frosinone (5-0) regalano ai giallorossi la certezza della permanenza nella massima categoria con tre giornate di anticipo. Un record! La sfida con l’Udinese di lunedì 13 maggio al Via del Mare si trasformerà così in una passerella, in una festa salentina in cui tributare applausi e meriti a tutti i protagonisti di una stagione bella e difficile. Ma non parlate di miracolo, per favore. Perché questa salvezza è il frutto di programmazione, competenza, passione, serietà, amore.

I meriti sono tanti, i meriti sono di tutti. A cominciare dai protagonisti sul rettangolo verde di gioco, tutti nessuno escluso.

Il merito è del presidentissimo, di Saverio Sticchi Damiani, che ha dimostrato che testa e cuore possono camminare insieme quando si ha la responsabilità massima di un club di serie A.

Il merito è di Pantaleo Corvino (e insieme a lui di Stefano Trinchera), un fuoriclasse del mercato e della gestione del club (guai a dimenticare anche la salvezza della Primavera di Mister Coppitelli e del suo vice Castelluzzo, una primavera che sarà un serbatoio decisivo per la prima squadra).

Il merito è di Mister Luca Gotti, un signore, nei modi e nella sostanza, un tecnico che ha saputo mettere mano all’ assetto tattico della squadra e alla testa dei calciatori per inanellare un risultato utile dietro l’altro.

Il merito è dei tifosi, incredibili, unici, oltre ogni aggettivo: le immagini della curva salentina nella sfida in trasferta con il Sassuolo rimarranno impresse negli occhi e nel cuore di tutti.

E in questa giornata di festa permetteteci di ricordare Mister Roberto D’Aversa che ha pagato il periodo di appannamento dei salentini, un pizzico di inesperienza e di nervosismo, un po’ di testardaggine e di aziendalismo. Un’ uomo vero, però, che ha dato tante conoscenze tattiche ai calciatori, che ha insegnato loro a giocare il pallone guardando avanti e non indietro. Un pezzo di salvezza è anche suo e la riconoscenza ci impone di non dimenticarlo.

E adesso che abbia inizio la festa!



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