Il Coronavirus ferma anche la tradizione, Tavole di San Giuseppe a porte chiuse

Le famiglie alle prese con l’organizzazione delle tradizionali Tavole di San Giuseppe non sanno come comportarsi dopo lo stop alle manifestazioni voluto dal Governo contro il Coronavirus

Il contatore dei contagi che aumenta in maniera preoccupante e rischia di mandare in tilt il sistema sanitario italiano ha costretto il Governo ad adottare tutte quelle misure necessarie per frenare la diffusione del Coronavirus. Tra le regole del Comitato tecnico-scientifico voluto dal premier Conte c’è anche la sospensione per 30 giorni degli eventi. Stop, quindi, ad ogni tipo di manifestazione che non consenta di rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro, meglio due.

Il Coronavirus ferma anche la tradizione

Il “consiglio” che vale per tutti gli italiani e non solo per chi abita nelle zone rosse ha mandato in confusione le famiglie salentine alle prese, in questo periodo, con i preparativi per l’appuntamento con le tavole di San Giuseppe, fissato come tradizione impone il 19 marzo, giorno della festa del papà.

Anche il rito atteso con ansia in molti comuni come Giurdignano, Minervino di Lecce, Uggiano La Chiesa, Casamassella, Cocumola, Specchia Gallone e Otranto è finito sotto accusa.

“Che fare?” Si domandano i fedeli che non sanno come comportarsi. L’organizzazione delle tavole, allestite come voto o per «grazia ricevuta», richiede una ‘scrupolosa preparazione, scandita da piccoli “gesti” in cui si mescolano fede, preghiera e folklore.

Molti hanno già disdetto gli ordini ai panifici incaricati di preparare la “ruota” ornata con simboli diversi a seconda dei Santi invitati a tavola (da 3 a 13) o i fiorai a cui tocca il compito di ornare il bastone con cui San Giuseppe scandisce il tempo.

Insomma, il Coronavirus rischia di fermare questi ‘capolavori di devozione’. Le famiglie potrebbero ‘scegliere’ di allestire le tavole a porte-chiuse, proprio come accade con le partite e così come ha disposto l’arcivescovo di Otranto che ha vietato quelle in pubblico. Saranno realizzate a livello familiare, ma verrebbe meno la magia di questa antica tradizione che fa della ‘condivisione’, anche con i ‘perfetti sconosciuti’, un momento importante.



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