Santa Domenica, a Scorrano si accendono le luci e le polemiche. Commercianti scontenti

I commercianti ambulanti, in polemica con la Commissione Straordinaria del Comune di Scorrano, incrociano le braccia e tengono chiusi i loro camion: ‘Sembra di stare a marzo 2020’.

Nessuno immaginava una Festa di Santa Domenica 2021 bella e coinvolgente come quelle del passato, come le meravigliose feste patronali che hanno dato lustro al Salento. Troppo poco tempo per organizzarla secondo i suoi soliti standard in attesa di tanti ‘lasciapassare’ istituzionali a causa di una pandemia che non sembra essere ancora del tutto alle spalle. Ma, fa male dirlo, nessuno era pronto allo spettacolo ‘minimalista’ che sta per andare in scena tra oggi e domani: pochissime luminarie – in quella che era la capitale mondiale delle luminarie -, pochissimi stand, pochissima gente.

L’unica cosa che non manca sono le polemiche. Di quelle tante, a bizzeffe. A manifestare in maniera civilissima sono i commercianti ambulanti, parte integrante di quello spettacolo che la festa patronale impersona. Ce l’hanno con la Commissione Prefettizia che da tempo regge le sorti di Scorrano dopo lo scioglimento del Comune con la grave accusa di infiltrazioni mafiose e la decadenza del sindaco Guido Stefanelli.

Gli ambulanti recriminano per due ordini di ragioni: in primis la scelta di tagliare il numero dei commercianti che espongono con i loro stand facendolo passare da oltre 200 a soli 30. Una riduzione che non troverebbe a loro dire alcun aggancio giuridico e normativo dal momento che la ripresa delle fiere e delle feste patronali in regime di zona bianca meriterebbe atteggiamenti più permissivi e più favorevoli a categorie economiche che aspettano questi giorni per poter rimpinguare il loro magro bottino imprenditoriale.

La Commissione Straordinaria ha previsto l’esposizione solo e soltanto di ambulanti che vendono noccioline, scapece e dolciumi. Tagliati fuori i paninari, i venditori di giocattoli e tutti gli altri. Ma c’è di più: anche nell’assegnazione dei posti ai 30 operatori commerciali si è scelto un criterio che ha messo tutti in disaccordo, ovvero quello del protocollo, ovvero della data di presentazione delle domande presso il Comune. Non si è fatto affidamento al criterio dell’anzianità o a quello del sorteggio, lamentano gli ambulanti che hanno scelto di incrociare le braccia, abbassare le saracinesche dei mezzi, protestare.

La richiesta è quella di incontrare il Prefetto per chiarire alcuni aspetti della delibera della commissione straordinaria che potrebbero fare scuola e infierire sulla buona riuscita di altre sagre e di altre feste patronali da qui a pochi giorni, mandando all’aria un settore che credeva di ripartire.

‘Siamo dispiaciuti di tanta sordità alle nostre richieste – dice a Leccenews24 Savino Montaruli, presidente di Casambulanti Salento -. Sono giorni che cerchiamo di interloquire ma nessuno sembra disposto ad ascoltare le nostre ragioni. Sembra quasi di essere nel marzo del 2020 mentre fortunatamente siamo a luglio del 2021, in zona bianca, con la gente che è perfettamente consapevole di come deve comportarsi. La nostra protesta non si ferma, perché è la protesta di una categoria che non può essere maltrattata in questo modo.’