Cattolici e musulmani insieme contro il terrorismo. Marcia per la pace a Lecce

Si è svolto il corteo organizzata dal portavoce della comunità senegalese a Lecce, Diouf Mohamed. Una manifestazione che non solo chiude le porte ad ogni forma di terrorismo e di violenza, ma rinnova il legame tra due comunità: quella musulmana e quella cattolica.

Mentre rimbalzava in tv la notizia della sparatoria all'Hotel Radisson blu di Bamako, in Mali, dove un dove un comando jihadista composto da almeno 13 terroristi ha ucciso 27 persone (dodici ritrovate senza vita al piano terra dell'edificio, quindici al secondo) e preso in ostaggio altre 170, liberate dopo ore grazie ad un blitz dalle teste di cuoio, a Lecce musulmani e cattolici hanno deciso di manifestare, insieme, per la pace. Perché dopo l’attentato che ha colpito il cuore di Parigi, non si può restare in silenzio a guardare, senza reagire.
 
Una marcia per dire no al terrorismo, per respingere ogni forma di violenza, a prescindere dal colore della pelle, dalla nazionalità, dalla religione, ma anche per rinnovare il legame che le due comunità sono riuscite ad instaurare in questi anni.   
 
All’iniziativa, promossa dalla comunità senegalese che vive da tempo nel capoluogo salentino hanno partecipato circa un centinaio di persone. Tante le bandiere sventolate – della Francia in primis, ma anche del Senegal, del Marocco e persino di Cuba – le candele accese, gli slogan inneggianti al rispetto per le religioni che hanno accompagnato il lungo corteo, partito questo pomeriggio da piazza Mazzini e dalla moschea nel rione San Pio e terminato nella centralissima piazza Sant'Oronzo.  

In prima fila l’imam Saifeddine punto di riferimento importante per i musulmani leccesi, don Antonio Murrone, parroco di san Massimiliano Kolbe, ma anche il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, insieme ad alcuni esponenti del consiglio comunale.
 
«Il messaggio che arriva da questa manifestazione – ha spiegato l'Imam – è la nostra unità, costruita sul territorio da anni di dialogo e incontri e che il terrorismo con eventi, come quello di Parigi, vuole minare, cercando di spaccare al suo interno anche lo stesso mondo musulmano. Invece noi vogliamo dimostrare che uniti insieme possiamo vincere».
 
Agenti di polizia hanno seguito la manifestazione lungo tutto il percorso. 



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