Emergenza abitativa. Codici Lecce: ‘Troppe famiglie rischiano di finire per strada prima di Natale’

Troppe famiglie nel capoluogo salentino rischiano di passare le festività natalizie senza un tetto sicuro sulla testa. Per Codici Lecce che raccoglie ogni giorni le segnalazioni ‘l’emergenza abitativa è ormai fuori controllo’.

In questi mesi, abbiamo imparato a conoscere la dolorosa storia della signora Laura Critelli diventata uno dei simboli dell’emergenza abitativa a Lecce. La donna, affetta da una grave forma di asma bronchiale, vive nell’alloggio popolare assegnato al marito, da cui è separata da tempo. L’abitazione, però, è troppo umida per le sue precarie condizioni di salute.
 
O quella della famiglia di Giovanni Mondello, 46enne rimasto senza lavoro a causa della chiusura dell’esercizio commerciale dove era dipendente che attende a giorni l’arrivo dell’ufficiale giudiziario per dare esecuzione allo sfratto. Dove andrà a vivere insieme alla moglie e ai due figli, di cui uno appena 13enne? Stessa domanda si pone Cosimo Melacca, 54enne che non riesce a trovare un impiego nonostante le sue ottime referenze). Anche una signora di 49 anni attende l'ufficiale giudiziario per il 14 dicembre prossimo e non ha alcuna prospettiva abitativa e lavorativa.
 
Incognita sul futuro anche per un’altra famiglia (padre, madre e minore di 11 anni) che risiedeva nel quartiere San Lazzaro, sfrattata a fine settembre e, ancora per pochi giorni, ospite presso un immobile da liberare.
 
Queste sono solo alcune delle urgenze più drammatiche giunte presso lo sportello di Codici Lecce, che spesso accende i riflettori su storie di questo tipo, da persone che, ancor prima delle imminenti festività natalizie, rischiano di finire per strada o a dormire in auto.
 
Come fa sapere in un comunicato, infatti, «continuano a giungere richieste di aiuto da parte di famiglie sotto sfratto, spesso con minori al seguito, tutte disperate e, peraltro, sconcertate dalla totale assenza di risposte da parte del Comune che, evidentemente, incoscientemente declina ogni intervento nonostante la palese gravità del problema, lasciando alla Caritas e alla Diocesi la missione impossibile di fronteggiare da sole il disagio abitativo».
 
«Troppe sono le famiglie già per strada o in procinto di finirvi e questo – si legge nella nota – non è ammissibile». Né possono bastare le pur lodevoli iniziative solidaristiche delle persone di buona volontà (come nel caso della riuscita colletta popolare per l'acquisto di un camper per il signor Ugo Mennuni, della partita di calcio programmata dagli attivisti del Movimento 5 Stelle per il 12 dicembre a Squinzano o del concerto organizzato dalla signora Andrea Aurelio, che si terrà il 19 dicembre in Piazza Palio).

Perché basta guardare i numeri per accorgersi che si tratta di una vera e propria emergenza: i dati comunicati di recente dal Sunia hanno restituito una fotografia “inquietante” e che fanno capire come il disagio abitativo abbia assunto una portata davvero insostenibile: Lecce ha il primato regionale nelle richieste di esecuzione di sfratti nel 2014 (ben 2023), in buona parte già portate a termine.
 
«Sistemare queste famiglie presso strutture o alloggi di emergenza abitativa è una priorità assoluta, non c'è più tempo per trovare soluzioni abitative alternative – evidenzia l'avv. Stefano Gallotta, segretario di Codici Lecce – Occorre una nuova politica fondata sul riutilizzo delle troppe strutture vuote, dismesse e abbandonate per riavviare le assegnazioni della Edilizia Residenziale Pubblica, delle case parcheggio, ma chiediamo, innanzitutto, un intervento da subito per tutte queste famiglie, spesso con bambini in tenera età, che sono sull'orlo della disperazione! E l'auspicio è che l'emergenza abitativa porti il Prefetto di Lecce a convocare, a tal uopo, la commissione prefettizia per valutare un rinvio nell'utilizzo della forza pubblica per le procedure di esecuzione degli sfratti ».



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