Emergenza xylella, le istituzioni locali fanno sistema per cercare soluzioni

Primi cittadini salentini, parlamentari, e consiglieri regionali hanno fatto, in un incontro che si è tenuto questa mattina nella sede della Provincia di Via Botti, il punto della situazione. Il vertice è servito a discutere sui possibili rimedi alla situazione

Una stagione tra le peggiori della storia delle olivicolture locali incombe sul Salento e l’emergenza xylella continua ad imperversare e a destare preoccupazioni a politici e società civile della zona. Dopo quasi un anno dall’esplosione del problema l’allarme è ancora altissimo e, dopo essere stato erroneamente considerato solo a livello locale, ora bisogna fare i conti con le conseguenze regionali, nazionali e di tutto il bacino del Mediterraneo che incombono sul settore olivicolo.

Per cercare di porre un freno ad una situazione già di per sé parecchio complicata, imprese ed istituzioni locali hanno deciso di fare fronte comune e di riunirsi in un’assemblea plenaria per discutere degli eventuali rimedi da adottare. Per questo motivo oggi a Lecce è stata una giornata importante in cui molti sindaci di comuni salentini, alcuni parlamentari e consiglieri regionali si sono riuniti in Via Botti nella sala conferenze della sede della Provincia di Lecce.

Tra gli altri, infatti, erano presenti l’assessore regionale all’Agricoltura, Fabrizio Nardoni; il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, i consiglieri regionalio forzisti, Saverio Congedo e Luigi Mazzei; l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Lecce, Francesco Pacella, il presidente dell’Assemblea dei Sindaci, Sonia Mariano, oltre ad alcuni primi cittadini di comuni del territorio salentino. “Quest’assemblea è un’occasione per fare in modo che il territorio possa, in maniera unanime, condividere le preoccupazioni rispetto a questa emergenza ed essere parte attiva e coinvolgente rispetto alle azioni da portare avanti”.

Dall’incontro è emerso come non si possa più in alcun modo prendere sottogamba il problema che c’è, esiste ed è grave, ma colpendo l’olivicoltura locale (esistono 65.738 aziende olivicole nel Salento, il 7% del totale nazionale e il 29% di quello regionale), va a colpire anche una zona molto più ampia e non solo il territorio in cui è circoscritto. Il dato che emerge inconfutabile è che, non essendoci al momento alcuna cura specifica, agli olivicoltori non resta che affidarsi alla ricerca di nuove possibili terapie per fermare il batterio. Una stagione, intanto, che si annuncia come una delle peggiori a memoria d’uomo. Una serie di patologie, un clima bizzoso, una paurosa scarica fisiologica delle piante e, come se non bastasse, il disseccamento rapido dovuto alla xylella che di fatto rende l’albero improduttivo. Un quadro nefasto che non può non destare serie preoccupazioni non lenite di certo dal fatto che molti frantoi sanno già che non apriranno i battenti.

Gli olivicoltori lamentano ormai da un anno misure, aiuti, soluzioni d’emergenza che troppo spesso sono tardate ad arrivare da chi era chiamato a questo compito. Il presidente Vendola è salito più volte sul banco degli imputati, ma ora non è più tempo di puntare il dito verso questo o quel politico di turno, ora bisogna solo agire, mettere cerotti dove è possibile, cercare vie alternative, lenire le ferite, ripartire. Una tragedia che ancora forse non è stata percepita nella sua interezza, così come non sembra essere chiaro il contraccolpo economico che subirà l’intero Salento. Ed è proprio per dare un’accelerata a questi processi che questa mattina i sindaci e alcuni esponenti delle istituzioni provinciali e regionali, si sono riuniti e la fase del fronte comune sembra essere iniziata.



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