Firmato il protocollo ‘salva vita’ dell’area di Galatina

Un doppio protocollo d’intesa che vede protagonisti Isac e Cnr è¨ stato firmato ieri. I ricercatori lavoreranno per tre mesi nei territori di Sogliano Cavour, Galatina, Soleto, Cutrofiano e Corigliano al fine di dare un giudizio sulla situazione ambientale complessiva.

E' stato firmato ieri, giovedì 31 ottobre, presso l'aula consiliare del municipio di Sogliano Cavour il doppio protocollo d'intesa tra Isac-Cnr (Istituto di scienze ambiente e clima del Consiglio nazionale delle ricerche) rappresentato dalla responsabile di Lecce, Cristina Mangia, il Comune di Sogliano Cavour nella persona del sindaco Paolo Solito e il consigliere regionale Antonio Galati. Alla conferenza stampa ha partecipato anche l'assessore alle politiche della Salute del Comune di Sogliano, Maria Grazia Manco (nella foto, l'assessore Manco, il sindaco Solito, la dottoressa Mangia e il consigliere Galati).

La prima firma è stata apposta sul protocollo d'intesa tra Isac-Cnr e Comune di Sogliano che mira a fare il punto delle conoscenze circa lo stato di salute (neoplasie tumorali, malattie cardiovascolari, problemi respiratori, etc.) nell'area di Galatina e riguardo i possibili fattori di rischio, primi fra tutti quelli ambientali. Una volta messo a punto, lo studio potra' essere un utile strumento per arrivare allo step successivo (al quale sta gia' lavorando la rete Repol), ovvero l'indagine epidemiologica e l'eventuale individuazione di nessi di causa-effetto tra fattori ambientali e problematiche sanitarie.

«All'interno del Cnr vi è un gruppo "Ambiente e Salute", che coordina le competenze dell'Isac (Istituto scienze atmosfera e clima) e dell'Ifc (Istituto di fisiologia clinica) – spiega la dottoressa Mangia – Questo gruppo ha interloquito con il Comune di Sogliano e il consigliere Galati e ha proposto uno studio dello stato di salute dell'area, con l'obiettivo di mettenre insieme alcuni studi parziali e sparsi e approdando così ad uno studio conclusivo sulla situazione ambientale complessiva. Si procederà poi a una ricognizione delle attività industriali sul territorio, da quelle più note a quelle meno note ma altrettanto impattanti, per la quale confidiamo anche nel coinvolgimento dei cittadini e nelle loro segnalazioni di attività emissive o polverulente nei vari territori. Parallelamente procederemo ad una raccolta ed un'analisi interpretativa dei vari dati sanitari relativi alla mortalità e alla morbilità dell'area, non solo relativi ai tumori ma anche ad altre malattie, in modo da fotografarne lo stato di salute».

In base alla convenzione stipulata il 31 ottobre, i ricercatori dell'Isac e dell'Ifc lavoreranno per tre mesi nell'area di riferimento (oltre a Sogliano Cavour, i territori di Galatina, Soleto, Cutrofiano e Corigliano): il gruppo di lavoro è composto dalla dottoressa Cristina Mangia (ricercatrice Inquinamento atmosferico Isac-Cnr), dal dottor Marco Cervino (ricercatore Inquinamento atmosferico Isac-Cnr), dal dottor Emilio Gianicolo (ricercatore Epidemiologia Ifc-Cnr) e dalla dottoressa Antonella Bruni (ricercatrice Epidemiologia Ifc-Cnr). 

«Quello che ci ripromettiamo con questa azione è di indagare lo stato di salute dei nostri cittadini e di quelli di un'area più vasta – sottolinea il sindaco Solito – E, se i cittadini stanno male, vogliamo capire quali sono le cause di questo malessere: cominciamo questo percorso con l'auspicio che ciò che troveremo non sarà particolarmente allarmante. Ma abbiamo l'obbligo giuridico, oltre che politico e morale, di ricercare delle risposte che ora chiediamo alla scienza di fornirci». «Mi auguro che questa non sia un'iniziativa isolata – rimarca il consigliere Galati – ma che anzi venga imitata da altre realtà locali e istituzionali e che tutte queste iniziative si pongano come ausiliarie rispetto alla rete Repol, che al momento si è posto un obiettivo di ricerca più ristretto, quello dei tumori polmonari, e sta indagando su una scala più ampia, di livello provinciale. Ben venga ogni iniziativa che contribuisca a far prendere coscienza al Salento di una situazione che troppo a lungo si è ignorata». In base alla convenzione firmata il 31 ottobre, l'analisi preliminare dovrebbe consentire di avere un quadro delle criticità ambientali e sanitarie presenti nell’area e fornire una base per eventuali approfondimenti successivi

«Questo primo studio – riassume la dottoressa Mangia – ci indicherà come impostare un successivo studio di carattere epidemiologico: su quali dati di mortalità e malattia e su quali fattori di rischio ambientale, in modo da non effettuare studi e ricerche che rischiano di essere dispendiosi sia in termini economici che in termini di tempo in assenza di un'analisi preliminare». «Un altro elemento va chiarito: questo progetto di ricerca – puntualizza il consigliere Galati – non è stato concepito "contro" nessuno, in particolare non è "contro" le realtà produttive del territorio galatinese Le quali, viceversa, potrebbero trarne spunto per un'eventuale riconsiderazione del proprio ciclo produttivo».  Anche in base a questa considerazione il consigliere regionale lancia la proposta di un tavolo su ambiente, salute e sviluppo dell'area di Galatina, nel quale le diverse istanze presenti sul territorio possano confrontare le proprie ragioni nelle forme più trasparenti che sia possibile. 

«Il confronto tra istanze diverse è l'elemento essenziale della democrazia – incalza il consigliere Galati – ma da sempre sono allergico ai confronti tenuti nelle "segrete stanze" e prediligo quelli condotti in maniera trasparente e alla luce del sole. Ecco perché sarebbe bene che si costituisse in quest'area un tavolo di confronto che veda seduti insieme i rappresentanti delle forze economiche, i rappresentanti degli enti locali e delle istituzioni, i rappresentanti delle associazioni che hanno a cuore la salute e l'ambiente del territorio. La questione è delicata e gli interessi vanno contemperati, ma senza dimenticare mai che l'interesse della salute e quindi della vita è quello prioritario e prevalente, davanti al quale tutti gli altri interessi devono fare un passo indietro».

La seconda firma congiunta, tra il sindaco Paolo Solito e il consigliere Antonio Galati, ha sancito infine il co-finanziamento del progetto (pari a poco più della meta' dell'importo) da parte del consigliere Galati, che ha destinato a questo scopo parte dei suoi emolumenti. «Quello di Lecce è davvero un caso nazionale, che a lungo è stato ignorato – afferma l'assessore Manco – Fin dai primi giorni dell'insediamento di questa amministrazione, ci siamo posti molte domande su questo drammatico fenomeno che colpisce gli abitanti di Sogliano e dei comuni limitrofi. Nel nostro programma elettorale ci eravamo ripromessi di indagarne le cause: ora, grazie alla collaborazione del consigliere Galati, questo nostro impegno può essere attuato». 
 



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