Giovedì Santo senza Sepolcri, Lecce vecchia ne avrà solo tre

Per volontà dell’Arcivescovo D’Ambrosio gli altari dei cosiddetti sepolcri saranno allestiti solo nelle Chiese parrocchiali. La tradizionale passeggiata dei salentini Giovedì Santo si ridurrà alla visita del Duomo, di Santa Croce e San Matteo

Rivoluzione confermata a Lecce per i riti della settimana santa. Per la prima volta, infatti, gli altari volgarmente chiamati sepolcri saranno allestiti unicamente nelle chiese parrocchiali e non più in quelle rettoriali, ciò significa che la consueta passeggiata del giovedì santo così cara a tanti leccesi verrà ridotta drasticamente di numero e di percorrenza, perché a differenza del passato non ci saranno altari  da visitare in tutte le chiese del centro storico, ma solo quelli delle tre parrocchie: Cattedrale, Santa Croce e San Matteo. Solo tre. Tutte le altre non faranno parte del circuito e resteranno pertanto escluse dal pellegrinaggio e dalla devozione popolare.
 
Il motivo alla base è semplice ed è affidato ad una lettera che ha fatto circolare la curia arcivescovile. In tale comunicazione firmata dal vicario generale Mons. Pierino Liquori si spiega come il rito  di girare per le chiese della città non sia, di fatto, un rito propriamente cristiano ma piuttosto generatosi in ambito popolare. Si tratterebbe quindi di folclore e non di religione. Ecco perché l’arcivescovo metropolita ha voluto, in questo modo, ripristinare la purezza e l’originalità del mistero religioso del giovedì santo. Secondo tale indirizzo curiale, il fedele che intende partecipare ai riti che danno avvio al triduo pasquale può tranquillamente recarsi in una parrocchia a sua scelta, partecipare alla messa in coena domini e restare in adorazione davanti all’altare della reposizione, quelli che per una vita i salentini hanno chiamato sepolcri.
 
L’Arcidiocesi di Lecce adotta quello che a molti è parso un provvedimento estremo, ma che il Vescovo ha voluto per difendere l’autenticità del patrimonio religioso cattolico.
 
Fin qui, la notizia è il punto di vista della Chiesa, ma poi ci sono le reazioni e i commenti. Per qualcuno il rito del giovedì santo rappresentava l’occasione per vivere un momento quasi di festa all’insegna dello spirito comunitario finalizzato al mantenimento delle tradizioni. Si tratta di esperienze culturali che molto spesso si fondono e si confondono con la religione e le feste cristiane.
 
A questo va aggiunto il dissenso di molte associazioni culturali leccesi che da un’ottica  più laica vedono i riti della Settimana Santa quale occasione per presentare e promuovere l’importante patrimonio artistico e architettonico del capoluogo salentino. Molte chiese barocche della città sono sconosciute o inaccessibili ai più, ecco perché il rito dei sepolcri poteva in qualche modo, dicono, aiutare e sostenere le esigenze di fruizione culturale della stessa città d’arte. 



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