Sepolcri, niente movida tra una chiesa e l’altra

Tutte le parrocchie della città di Lecce hanno allestito gli altari del giovedì santo. Ma quest’anno le chiese rettoriali resteranno chiuse. Solo tre chiese, quindi, nel centro storico di Lecce, così come ha voluto l?arcivescovo metropolita, Domenico D’Ambrosio.

Un giovedì santo diverso quello che vivranno i leccesi in città. Il consueto giro dei Sepolcri per le chiese del centro storico non sarà come gli altri anni, ma sarà circoscritto a tre chiese e cioè le tre parrocchie di Lecce vecchia: la Cattedrale, la Basilica di Santa Croce e la chiesa di San Matteo. Tutte quelle rettoriali resteranno chiuse, senza altari delle reposizione.

Leccenews24 ha fatto un giro questa mattina per le chiese del centro storico, che resteranno per la prima volta fuori dal circuito devozionale del giovedì santo, trovando il portone d’ingresso chiuso.
I cosiddetti Sepolcri saranno allestiti, infatti, solo nelle sedi parrocchiali e non in tutte le altre chiese e chiesette di Lecce vecchia.

San Giuseppe, il Buon Consiglio, Santa Chiara, la Chiesa del Carmine, le Alcantarine, Sant’Angelo, la Basilica del Rosario, Santa Teresa, San Luigi a porta Napoli e tutte le altre rimarranno chiuse. Al loro interno questa mattina nessuno stava preparando gli altari da inaugurare dopo la messa “in coena domini”. La decisione come tutti sanno è stata presa dall’arcivescovo Domenico D’Ambrosio in persona che intende concentrare la partecipazione dei fedeli durante la Messa serale del giovedì santo ed impedire il pellegrinaggio per tutte le chiese secondo una tradizione popolare molto sentita a Lecce.

A coloro che hanno storto il naso, la diocesi metropolitana risponde “che si tratta certamente di una tradizione popolare, ma non di una tradizione cristiana, un conto è la fede, afferma la Curia, un altro la passeggiata serale per vedere gente e scambiare due chiacchiere.

La Chiesa di Lecce, insomma, non vuole che si confondano i riti della settimana santa con una qualsiasi manifestazione civica, tantomeno con una sorta di movida a metà strada tra sacro e profano.



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