Il Piano Silletti avrebbe funzionato: ora meno pesticidi nelle zone infette

In un incontro a Bari il commissario straordinario per l’emergenza xylella ha rassicurato ambientalisti e produttori: ora meno pesticidi dannosi. Per domani si attende la decisione del Tar Lazio sui ricorsi presentati da associazioni varie.

Importanti le dichiarazioni rilasciate questa mattina a Bari dal commissario straordinario nominato dal Governo per combattere la Xylella fastidiosa, durante un incontro con ambientalisti e produttori pugliesi a Bari.
"Il vettore della Xylella è stato efficacemente combattuto nella misura straordinaria dell'80 % dei casi" ha detto Giusepe Silletti e già questo è un fatto postivo. Se poi ci aggiungiamo che la buona riuscita degli interventi consentirà di "proporre una notevole riduzione dell'impiego degli insetticidi focalizzandoli solo nelle zone infette, ossia sui focolai, per cercare di congelare l'azione infettiva del batterio", allora si potrebbe anche essere soddisfatti. Ma il condizionale è d'obbligo.

Le dichiarazioni del commissario per l'emergenza Xylella fanno pensare positivo, dopo la tormentata attuazione delle attività tra attivisti appollaiati sugli alberi per difenderli da ogni eradicazione e la decisione di rendere gli interventi silenziosi per poterli trasformare in fatti.

Intanto, nella mattinata di domani si attende la decisione del Tar del Lazio sui ricorsi delle associazioni, cooperative e aziende vivaistiche, che contestano la dichiarazione dello stato di emergenza emesso per la Puglia, nonché chiedono la sospensione del piano d'intervento previsto per fronteggiare il rischio fitosanitario.

Sono quattro i ricorsi iscritti al ruolo della I sezione del tribunale amministrativo e per uno é stata richiesta la discussione direttamente nel merito. La discussione in camera di consiglio c’è stata e i giudici faranno conoscere domani la loro decisione.

Una decisione molto attesa, soprattutto alla luce della rigidità dell’Unione Europea che ha deciso per l’eradicazione non solo degli ulivi malati, ma anche delle piante che si trovano nel raggio di cento metri da quelle colpite dal virus.



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