La Francia boicotta la Puglia. La Puglia tira fuori l’orgoglio #iononcomproMadeinFrance

La paura Xylella fastidiosa ha spinto la Francia a dire stop ai prodotti agricoli pugliesi. Ma la risposta della Puglia non si è fatta attendere: il grido è unanime boicottare il Made in France. A rincarare la dose Giorgia Meloni ‘Sopravviveremo senza una Vuitton’.

La Xylella fastidiosa, il batterio killer che ha già distrutto migliaia di ulivi secolari nel Salento, sta facendo molti più danni del previsto. Era nell’aria e nessuno può fingere di cadere dalle nuvole. Gli agricoltori lo gridano da tempo, ogni volta che hanno chiesto aiuto  e sono rimasti inascoltati. Gli alberi non sono morti da un giorno all’altro e mentre il patogeno da quarentena trasportato dalla cicala sputacchina “svolazzava” indisturbato di pianta in pianta è innegabile che si sia parlato di emergenza quando la zona colpita, quella infetta, ha iniziato ad allargarsi sempre più fino a minacciare pericolosamente Bari. Anche gli operatori turistici non hanno mai nascosto le loro preoccupazioni e si sono domandati spesso quali ricadute questo dramma avrebbe potuto avere sull’immagine da cartolina di un territorio che ha fatto dei monumenti naturali e dell’olio prodotto un punto di forza. Ma non è finita qui. Mentre in Italia si continua a cercare la soluzione più giusta per evitare la catastrofe, dando per certo che una cura alla Xylella non c’è, la Francia decide di mettere l’embargo a ben 102 specie vegetali ‘a rischio’ ovviamente provenienti dalla Puglia. Banditi oltralpe quindi non solo gli ulivi, ma anche  viti, fico, albicocco, mandorlo, pesco, agrumi, ciliegio gelso e diverse piante ornamentali.
 
Il tutto con il beneplacito della Commissione Europea, che ha definito le misure francesi perfettamente in linea con la legislazione. Insomma, un caos più totale che rischia realmente di confondere e di spostare l’attenzione sui litigi tra esperti e meno esperti su quanto possa essere legittima l’eradicazione di tutte le piante infette o sulle discussioni da bar su quanto possano essere giusti o meno i provvedimenti adottati. Si parla troppo e si agisce poco, purtroppo questa è la verità.
 
Detto questo, non è neanche giusto accettare passivamente, stare a guardare. Perché se già ci ha pensato la Xylella a distruggere quasi indisturbata ettari ed ettari di ulivi, alberi che hanno resistito al tempo e all’incuria, è impensabile che la paura di un batterio invisibile possa anche piegare l’identità e l’orgoglio di questa terra. Sarebbe come aggiungere al danno, anche la beffa.
 
Per questo, la decisione presa dalla Francia –magari anche mossa dalle più nobili ragioni–non può e non deve restare senza risposta.  Il primo a lanciare la campagna per boicottare il made in France è stato Francesco Schittulli, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione che ha anche dato il buon esempio sfilandosi, in segno di protesta, la cravatta francese indossata. « La Francia annuncia il blocco delle importazioni agroalimentari sensibili alla Xylella fastidiosa e provenienti dalle zone colpite dal batterio. Vale a dire dalla Puglia. L’embargo –   ha scritto l’oncologo barese sul suo profilo facebook – si estenderà anche per i prodotti provenienti dall’ulivo, dalla vite, dagli agrumi, nonché i prodotti vegetali come l’avocado, l’erba medica, l’oleandro, la quercia e l’acero. In un momento di crisi economica che colpisce i nostri agricoltori, già duramente colpiti dall’epidemia e dalle tasse ingiuste come l’Imu agricola, le nostre imprese olivicole, le nostre cooperative agricole, i nostri frantoi, i nostri vivai pugliesi rischiano davvero il collasso».
 
«Per questo — conclude — sono solidale con tutti coloro che dal blocco con la Francia ricevono un danno economico. Invito i pugliesi a non compare, di rimando, prodotti francesi. Intendo così richiamare l’attenzione di un governo, quello francese, che non può unilateralmente, venendo meno anche a quelli che sono gli accordi Europei di libera circolazione delle merci, decidere di bloccare i nostri prodotti: il nostro vero Made in Puglia. Non compriamo profumi, formaggi, borse, abbigliamento e tutto quello che viene prodotto in Francia. Compriamo i nostri prodotti pugliesi».
 
Inutile a dirsi che il boicottaggio accompagnato dall’hashtag #iononcomproMadeinFrance è subito diventato vitale tant’è che in questi giorni sta circolando di telefono in telefono un messaggio che riprende quanto dichiarato dal professore. Cambierà qualche parola ma il senso, anzi l’invito è sempre lo stesso: nessuno compri i prodotti francesi.
 
Un appello racconto anche da Giorgia Meloni. «Sopravviveremo anche senza una Louis Vuitton» dice la leader di Fratelli d’Italia, a Bari, a margine di un incontro «Penso che si debba rispondere con la stessa moneta. Se la Francia, in maniera abbastanza cieca, boicotta i prodotti pugliesi perché qui si sta affrontando un problema, credo che con la stessa determinazione si debba dire che i pugliesi e gli italiani solidali con la Puglia debbano boicottare i prodotti francesi».
 
Mai più una Vuitton forse non basterà, di certo strappa un sorriso, ma da qualche parte tocca pur iniziare. 



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