‘La Voce dell’Ulivo’: deroga al divieto impianti o disobbediremo all’UE

L’associazione ‘La Voce dell’Ulivo’ scrive, tramite una nota stampa, di essere pronta a disobbedire all’Unione Europea:’Pianteremo un milione di ulivi, via il divieto di impianto. Febbraio 2016 è la scadenza del nostro ultimatum’.

Stando all’art. 5 della decisione di Esecuzione UE del 18 Maggio 2015 – e ribadita con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15 Giugno 2015, N. 84 – è vietato piantare alberi d’ulivo nel Salento. Norma che a “La Voce dell’Ulivo” non scende affatto giù. Troppo indigesta e, di fatto, dal sapore di imposizione forzata, nonché prematura:"Non siamo più disposti ad accettare diktat da coloro i quali – scrivono in una nota stampa – sotto l'insegna della globalizzazione, stanno portando alla morte i nostri alberi". "Chi cercherà di fermarci verrà ricordato, da tutto il mondo e nei secoli, come colui il quale ha impedito, ai custodi della terra, di impiantare il simbolo di Pace e di Vita, l'ulivo".

Il Salento in questi due anni è stato invaso da montagne di carte bollate; che – dicono senza mezzi termini gli autori del comunicato stampa pervenutoci in redazione – hanno portato ad un unico risultato, quello dell'avanzata inesorabile dei disseccamenti dei nostri alberi. Ed è proprio in questi giorni di caldo torrido che i fenomeni di disseccamento degli ulivi salentini hanno ripreso ad essere più che esponenziali. Quindi a questo punto la Voce dell'Ulivo tuona ‘basta’: "La politica si prodighi una volta per tutte e non ci interessa in che modo, a trattare con l'Unione Europea, per ottenere la deroga al divieto d'impianto di alberi di ulivo, viceversa i nostri agricoltori disobbediranno all’UE!".

Ancora dall'associazione:"Gli alberelli di ulivo verranno acquistati dai vivai salentini e saremo pronti, nel periodo più propizio (Febbraio 2016), a partire con un'operazione massiccia di impianto di ulivi, quasi al pari di un piano olivicolo nazionale". Infine dall'alleanza: "Questo è ciò che promettiamo di fare ed è ciò che i nostri agricoltori ci hanno chiesto per sperare di continuare ad essere i custodi della terra e del Salento".



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