Lavori di carotaggio nella pineta, ma al sopralluogo del sindaco tutto era fermo. Tap ‘Al Comune sapevano’

Il sindaco di Melendugno si è recato ieri sera nella pineta di San Foca, laddove si stanno svolgendo alcune attività di carotaggio per la realizzazione del gasdotto ‘della discordia’. Ora è partita la segnalazione al Corpo forestale dello Stato.

Nonostante ieri sera l’Italia dei tifosi e il Salento bianconero fossero bloccati davanti alla TV per la finale di Champions tra Barcellona e Juventus, con tanto di strade vuote fino alle 23, qualcuno si è mosso eccome.

Ieri, a tarda ora, il sindaco di Melendugno, Marco Potì, da sempre attivo sul fronte del NO al gasdotto Tap che, ormai si sa, approderà a San Foca, si è recato insieme ai vigili urbani nelle pinete della marina melendugnese, in particolare in quello scorcio di macchia mediterranea che sorge a pochi metri dal mare, alle spalle dello stabilimento Lido San Basilio.
Voleva vederci chiaro il primo cittadino del comune salentino direttamente interessato dai lavori realizzati dalla Trans Adriatic Pipeline.

All’arrivo tra gli alberi e i cespugli, però, non vi era ombra di operai delle ditte incaricate per le attività di carotaggio, preliminari alla vera e propria realizzazione del gasdotto. Sul posto, però, vi erano i mezzi e le attrezzature necessarie per effettuare tutte le verifiche tecniche che poi porteranno all’attuazione del progetto.
 
La Compagnia Tap che, come ben si sa, ha ottenuto il via libera ai lavori, grazie anche a recenti provvedimenti del Ministero, sta regolarmente effettuando le attività, ma coloro che hanno sempre avversato l’opera e hanno lottato affinchè questa venisse realizzata altrove, lontano dal bel Salento, non dormono e rimangono con le orecchie tese a percepire qualsiasi possibile irregolarità.

Ora, dopo che la notizia si è sparsa in merito alle attività in pineta, sul web, in particolare sul profilo Facebook del Comitato No Tap si è scatenato il putiferio e molti utenti, cittadini del Salento, si dicono pronti a scendere nuovamente sul campo.

Insomma, una serata di Calcio che sembrava tranquilla, così proprio non era, a pochi passi dalle nostre case. Ora si attendono i risvolti, visto che il sindaco Potì pare abbia chiesto lumi al Corpo Fortestale dello Stato, sentinella di boschi e pinete.

Da qui, la Compagnia illustra nel dettaglio l’altra metà dei fatti e spiega che “sarà completato domani mattina il sondaggio in corso in un fondo privato lungo il percorso futuro del gasdotto. Si tratta di uno dei quattro sondaggi da effettuare in area sottoposta a vincolo paesaggistico, per i quali è stata rilasciata lo scorso 12 maggio regolare autorizzazione paesaggistica dalla dirigente del Servizio Assetto del Territorio della Regione Puglia; l'accesso al fondo è stato concordato con i proprietari ed è avvenuto attraverso la viabilità interpoderale”.
 
In particolare, Tap specifica che il 19 maggio scorso “aveva sottoposto via Posta Elettronica Certificata (PEC), allo Sportello Unico del Comune di Melendugno la Comunicazione di Inizio Lavori redatta sul modulo predisposto dallo stesso Comune e contenente tutte le informazioni sulle attività programmate che comprendono la preliminare ricerca di eventuali residuati bellici da bonificare (attività poi conclusa con il rilascio da parte del competente ufficio del Ministero della Difesa della certificazione dell'esito negativo) e il sondaggio geotecnico vero e proprio”.
 
Le attività erano state interrotte poi venerdì pomeriggio al termine della ordinaria giornata di lavoro, e operai e tecnici hanno goduto delle meritate giornate di riposo. Riposo che però  non interessava l'incaricato della società che ha il compito di vigilare sul cantiere e sui macchinari – visti gli atti vandalici verificatisi lo scorso mese di marzo.
 
I vigilantes, come spiegano da Tap, hanno ricevuto “nella notte tra sabato e domenica almeno un paio di "visite" da parte di persone certamente non autorizzate ad accedere nel fondo, che comunque si sono limitate (forse per la presenza del vigilante?) a scattare delle foto dei macchinari fermi. E’ intervenuto anche il sindaco del Comune di Melendugno – proseguono – accompagnato da altri amministratori municipali, che ha chiesto al personale della vigilanza informazioni sulla natura dei lavori che, come esposto sopra, erano da 18 giorni in possesso della sua amministrazione”.
 
In ultimo l’amara considerazione “Foto e informazioni, con spregio del ridicolo, sono poi state pubblicate sui social network a testimonianza della pretestuosità e inconsistenza degli argomenti degli oppositori del progetto TAP”.



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