Il Salento juventino non festeggia, ma ringrazia la Signora per il sogno regalato

La Juventus di Massimilaino Allegri perde per 3 a 1 la finale di Champions League. Grande la tristezza del popolo bianconero che nel Salento è più di una colonia. I caroselli sperati non si sono visti.

Tanti gli juventini made in Salento a Berlino a soffrire per le sorti dei bianconeri, tanti gli juventini made in Salento rimasti a casa a tifare per la Vecchia Signora. Chissà, magari sperando nel tanto atteso miracolo che avrebbe potuto riportare la Champions League, la coppa più importante d’Europa, proprio in Italia.

Niente da fare, invece. Tutto è andato secondo pronostico, tutto è andato secondo quanto previsto dai bookmakers. Davide non è riuscito a sconfiggere Golia, e la Juventus ha perso la sua finale di Coppa contro il Barcellona per 3 a 1. I gol di Rakitic per i blaugrana al 4’, il pareggio di Alvaro Morata al 58’ e il definitivo sorpasso spagnolo ad opera del pistolero uruguagio Suarez al 68’, solo dieci minuti dopo il pari bianconero. Il sigillo di Neymar Junior e arrivato a tempo abbondantemente scaduto.

Alla fine il talento di Messi che si è inventata l’azione che ha inchiodato il risultato sul 2 a 1 è emerso sopra ogni  insicurezza ed ogni approssimazione che ha fatto intravedere la direzione della gara affidata al turco Cachir, che ha negato ai bianconeri il rigore del possibile sorpasso sull’ 1 a 1, per un netto fallo di Dany Alves ai danni di Pogba proprio sul dischetto del rigore. Il gol del centravanti brasiliano non ha cancellato la prova di forza della squadra di Massimiliano Allegri.

Così tutti i caroselli di auto ed i festeggiamenti che nel Salento avevano inscenato i tifosi della Juventus, da Scorrano a Gallipoli, da Tricase a Melissano, da Morciano di Leuca a San Donato di Lecce, da Casarano a Maglie, tutte sede di storici Juve Club, nella serata della vittoria sul Real Madrid e della conquista della finale, sono rimasti con il silenziatore. Tanta tristezza per il risultato che non è arrivato, ma anche la consapevolezza di aver fatto più di quanto si sarebbe mai immaginato di poter fare ad inizio stagione. Anzi qualche strombazzata canzonatoria è arrivata dai tifosi delle sqaudre avverse alla Juve che hanno colto l'occasione per un sano sfottò.



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