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Lecce città metropolitana per un modello turistico più europeo

by Redazione
23 Agosto 2017 16:21
in Attualità
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L'editoriale di Valerio Elia*

Gli eventi di questi giorni, legati allo straordinario fenomeno turistico nel Salento, alle polemiche sullo stato di degrado di molti comuni salentini a partire dal capoluogo, alla qualità dei servizi che offriamo ai visitatori, pongono ancora una volta la questione del modello di sviluppo che vogliamo darci.

La riflessione di Marco Renna su questo portale coglie un aspetto fondamentale su cui concentrarci: quale immagine del Salento vogliamo dare all’esterno e, quindi, come vogliamo essere percepiti in termini di territorio, di offerta turistica, di qualità dei servizi.

Chi pensa che il successo di presenze registrate in queste settimane non richiede alcuna riflessione perché va bene così ed è inutile porsi domande e dubbi, secondo me commette il solito errore di prospettiva che ha sempre caratterizzato il nostro essere meridionali e salentini in particolare. Questo errore lo abbiamo già fatto anni fa quando il mitico TAC (tessile, calzature e abbigliamento) sembrava dover assicurarci per decenni lavoro e benessere, salvo poi dover prendere atto che in pochi anni di quell’eldorado è rimasto pochissimo, quasi nulla. Abbiamo saputo in parte convertirci, sull’economia turistica, appunto, ma abbiamo lasciato sul terreno disoccupati, fabbriche chiuse o in agonia, nuovi fenomeni emigratori. In questo processo di riconversione, a fronte della fantasia, della laboriosità e dell’inventiva dei privati, manca un disegno chiaro della componente pubblica, cioè manca proprio il modello di sviluppo.

In questo senso, la prima domanda da farsi è: a quale target turistico vogliamo rivolgerci? Quello alto? Quello basso? Quello medio? La scelta dipende dalle strutture che abbiamo, dalla qualità dei servizi che siamo in grado di offrire, dall’impatto ambientale e sociale che siamo disposti a subire. La mia idea è che noi potremmo puntare al target medio, quello delle famiglie soprattutto, ma tendiamo ad attrarre quello medio-basso proprio per mancanza di una visione chiara e per alcune scelte sbagliate fatte in questi anni. Per intenderci, “si” al modello Otranto, “no” al modello Gallipoli.

La seconda domanda è: abbiamo una qualità urbana e dei servizi adeguati al modello di turismo che vogliamo? Qui introduco una nota personale. Alcuni giorni fa sono tornato dalle mie vacanze prima nella zona di Biarritz-Bayonne e poi in quella di Bilbao. Numero di presenze altissimo, superiore per intenderci a quelle del Salento, ma qualità dei servizi e loro fruibilità (a cominciare dai parcheggi per finire con l’offerta gastronomica) incomparabilmente più elevata. Bilbao, in particolare, è l’esempio di una città che ha saputo costruirsi un’immagine mondiale di qualità grazie alla riqualificazione urbana e all’investimento sull’architettura moderna che potrebbe essere di esempio per Lecce. Le polemiche di questi giorni sulla stato di degrado della nostra città dovrebbero consigliare agli amministratori cittadini un tour a Bilbao per capire cosa è veramente la qualità urbana e la qualità dei servizi urbani a partire dalla raccolta dei rifiuti.

La terza domanda è: nell’attuale panorama istituzionale salentino, c’è oggi una istituzione che può mettere in campo un modello di sviluppo turistico coerente in grado di mobilitare tutte le forze del territorio? Questo è probabilmente l’aspetto più critico di questa mia riflessione. Con la Provincia svuotata di ogni potere e ormai vittima di un cupio dissolvi, con l’insipienza della Camera di Commercio che comunque seguirà la sorte della Provincia, con lo stato comatoso in cui versano le associazioni di categoria, con la Regione sempre più baricentrica, manca un soggetto promotore di questo nuovo modello di sviluppo. Eppure, se solo la città di Lecce avesse una classe dirigente adeguata e una visione da città metropolitana…. potrebbe esercitare quel ruolo guida che oggi manca a tutto il Salento.

* Docente di Ingegneria Economica, Università del Salento

Tags: turismo-salento
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