Mezzogiorno spaccato in due: qualità della vita, per ‘Italia Oggi’ la provincia leccese è 94esima

Secondo l’indagine di Italia Oggi, la provincia leccese si trova al 94esimo posto in riferimento alla qualità della vita. Trento al primo posto, male il Sud Italia. Brindisi e Taranto rispettivamente 75esima e 92esima. Quadro di una nazione spaccata in due.

Ribadirlo è sempre un dispiacere. Purtroppo, però, i numeri parlano chiaro. L’indagine di Italia Oggi sulla qualità della vita ritrae un’Italia spaccata in due, col Mezzogiorno in notevole ritardo rispetto alle più industrializzate realtà nordiche. E veniamo subito al dunque: la provincia leccese si trova al 94esimo posto. Sale di tre posizioni in questa particolare graduatoria, sebbene non ci sai poi così tanto da festeggiare. Guardando sempre al territorio salentino, Brindisi e Taranto appaiono su al capoluogo salentino, rispettivamente al 75esimo e al 92esimo punto. Gli indicatori che vendono presi in analisi al fine della classifica sono: “Affari e lavoro”, “Ambiente”, “Criminalità”, “Disagio Sociale”, “Popolazione”, “Servizi finanziari”, “Sistema Salute”, “Tempo libero” e  “Tenore di vita”. Sul podio assoluto c’è Trento, seguita da Bolzano e Pordenone. Tutti capoluoghi pieni zeppi di servizi ottimi e, in un certo senso, superiori alle città piccole.

Fanalini di coda, invece, tre città isolane: Enna, Medio Campidano e Carbonia-Iglesias, precedute solo da Isernia. Nel complesso, risultano cinquantatre su centodieci le province nelle quali la qualità della vita è risultata buona o accettabile (contro le cinquantacinque della passata edizione), quindi meno della metà. Notizia che giunte, peraltro, a poche settimana dalla pubblicazione – ad opera de Il Sole 24 Ore – della classifica di vivibilità.

Nella circostanza, Lecce registrò un deludente 105esimo posto. Statistiche che, in un certo senso, non fotografano i tanti risultati positivi ottenuti in ambito turistico. Non guardando al potenziamento dell’offerta attrattivo culturale, né tantomeno alla nomina di Capitale Italiana della Cultura nel 2015 o alla candidatura del territorio a Patrimonio Mondiale UNESCO.

Tanti piccoli successi che, magari un giorno, se ben amalgamati dalle istituzioni potrebbero conferire un innalzamento qualitativo non indifferente. Alla faccia delle cifre. 



In questo articolo: