Nuova sospensione per i sondaggi del gasdotto, Tap pronta a chiedere i danni

La Polizia municipale sospende nuovamente i sondaggi per il gasdotto e Tap bolla tale azione come illegittima visto che i carotaggi sono stati autorizzati dalla prefettura e dal Tar del Lazio. La Multinazionale chiederà il risarcimento dei danni e in forma la Procura.

I sondaggi geotecnici per la realizzazione del gasdotto in territorio di Melendugno non hanno pace.
Ieri sera agenti della Polizia Municipale hanno effettuato un’ispezione ai lavori in corso in uno dei punti autorizzati dal decreto della Prefettura di Lecce del 30 maggio 2014. Immediata è arrivata la contestazione al personale di cantiere della mancanza in loco di documentazione tecnica e di autorizzazione paesaggistica “trattandosi di sito gravato da vincolo paesaggistico ai sensi del d.lgs. 42/2004” . Nuova sospensione, quindi, delle attività “fino alla verifica della documentazione tecnica e di tutte le autorizzazioni possedute”.
 
Un intervento “illegittimo e arbitrario” secondo la Multinazionale che si sta occupando dei lavori, considerato che, in base a quanto ribadiscono da Tap, la documentazione è in possesso dell’ufficio tecnico comunale già dallo scorso 7 ottobre 2014 (data della Comunicazione di inizio lavori) e, soprattutto perché disposto in palese violazione dell’ordinanza del Tar del Lazio del 28 gennaio scorso.

Con quel provvedimento i giudici amministrativi hanno cancellato gli effetti dell’ordinanza con cui il 7 ottobre il Comune aveva disposto la sospensione dei sondaggi appena iniziati e hanno sancito che i carotaggi – sono “autorizzati con decreto prefettizio del 30 maggio 2014”, “sono quelli per i quali non è risultato necessario il nulla osta paesaggistico”, “costituiscono adempimento della prescrizione del decreto VIA”, sono urgenti “al fine di poter compilare la progettazione esecutiva” e “non comportano un’alterazione permanente del territorio ed hanno portata ridotta”. Una pronunzia a cui il Comune è tenuto a conformarsi, sostengono da Tap.
 
La Compagnia ribadisce anche un aspetto importante: il punto sul quale è stata effettuata l’ispezione, ed è stata intimata la sospensione dei lavori, non è uno dei quattro per i quali TAP è in attesa di ricevere l’autorizzazione paesaggistica dai competenti uffici regionali.
 
La Trans Adriatic Pipeline, così, ha diffidato il Comune a revocare immediatamente l’atto ed ha informato dell’accaduto la Procura della Repubblica di Lecceperché valuti la sussistenza di condotte penalmente rilevanti”. Ma soprattutto, l’azienda intende procedere oltre e “chiedere il risarcimento dei danni derivanti dalla sospensione dei lavori sia riguardo al fermo delle attività in corso (pari a 5.000 euro al giorno), sia per i relativi ritardi nell’esecuzione dei lavori di costruzione del gasdotto”. Se poi si aggiungono i danni subiti dalle strumentazioni tecniche ad opera di ignoti, Tap ne avrebbe di che dire.
 
In particolare, proprio oggi i lavori hanno ricevuto ulteriore OK con la revisione del Nulla Osta di Fattibilità rilasciato dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Lecce che, riesaminata la documentazione tecnica, ha annullato la prescrizione relativa all’aumento del 50% delle distanze di sicurezza, che restano fissate in 20 metri per lato della condotta.



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