Al Poliambulatorio di Martano installato il nuovo mammografo. Al “Fazzi” attivata la seconda sala angiografica

Installato, al Poliambulatorio di Martano, il nuovo mammografo per lo screening. Al “Vito Fazzi” è stata attivata la seconda sala angiografica che consente più procedure salva-vita e maggiore sicurezza per i pazienti.

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Il mammografo acquistato dalla Asl di Lecce è stato istallato nel distretto di Martano. Il prossimo passo sarà il via allo screening che potrà partire quando il personale avrà concluso il programma di formazione che consentirà, a stretto giro, la piena attivazione del servizio.

Tempi stretti anche per Risonanza magnetica, Centro Dialisi e studi dei medici di famiglia

Si tratta di un tassello importante per il Poliambulatorio che ospiterà anche la nuova Risonanza Magnetica, già acquistata sulla piattaforma Consip. Per ultimare l’iter, la ASL di Lecce ha inviato la richiesta di accreditamento in Regione per la Radiologia e per il nuovo servizio di Dialisi, che consentirà il trasferimento dei posti-rene da Calimera e l’ampliamento del loro numero.

Non solo. Ai medici di famiglia del territorio è stata recapitata una proposta definitiva che riguarda la destinazione degli spazi per le attività di accettazione, ambulatori, medicheria e sala d’attesa. Il “progetto” diverrà parte integrante di un accordo contrattuale non appena saranno definiti gli oneri di locazione a carico dei medici che, comunque, saranno limitati ai meri consumi. Per questo la Direzione Generale auspica che i medici di famiglia possano definitamente accettare di trasferire i loro studi nella nuova struttura.

Al Fazzi in servizio la seconda sala angiografica

Il secondo angiografo del “Vito Fazzi” è entrato in servizio da qualche giorno. Con le prime procedure effettuate nella saletta che ospita il nuovo Allura Xper FD 20, il reparto di Emodinamica può finalmente operare sfruttando al massimo le potenzialità a disposizione.

Interventistica coronarica, cardiologia strutturale e interventistica periferica sono i tre grandi settori d’intervento in cui il nuovo angiografo può mettere al servizio dei cardiologi interventisti le proprie capacità e caratteristiche d’avanguardia. «Abbiamo potenzialità e tecnologie elevatissime da sfruttare» spiega il primario dell’Emodinamica Interventistica, Giuseppe Colonna, soddisfatto perché con la seconda sala di back-up è possibile garantire una maggiore sicurezza per il paziente acuto, in caso di avaria di un angiografo.

I vantaggi del nuovo “strumento” si misurano in termini di sicurezza delle procedure, ma anche di maggiore capacità di realizzare interventi salva-vita: «Il secondo angiografo – conferma Colonna – consente di incrementare le procedure sia in termini quantitativi, sia in termini qualitativi, potendo contare sulla diversificazione delle procedure interventistiche: una possibilità non attuabile con un solo angiografo».

Le potenzialità del nuovo angiografo

Il nuovo angiografo è in grado di visualizzare tutte le parti anatomiche e di fornire immagini ad alta definizione per aiutare i medici a decidere come intervenire. Il grande monitor multicanale da 58 pollici è capace di proiettare su un unico schermo radioscopia, immagini ecocardiografiche, immagini ecografiche intracoronariche ed immagini di tomografia a coerenza ottica, senza le limitazioni legate alla necessità di trasportare in sala le varie apparecchiature.

Non solo, è in grado di ridurre, in funzione dell’area di applicazione (cardio, neuro, periferico ecc.), la dose di radiazione impiegata, con un abbattimento che va dal 50 all’85% rispetto ai metodi tradizionali. Un vantaggio, anche questo, per la salute dei pazienti e per gli operatori e senza alcuna perdita di qualità dell’immagine.

«Continuiamo a consolidare – commenta il Direttore Generale Ottavio Narracci – lo sviluppo tecnologico dell’Ospedale di Lecce, hub di riferimento per l’intero territorio salentino in un’area clinica strategica come la Cardiologia. Ringrazio tutti gli operatori per il grande spirito di abnegazione con il quale lavorano, che è anche il miglior modo per onorare la memoria del dr. Antonio Montinaro, il quale, in tempi non sospetti, seppe guardare molto lontano credendo nelle grandi potenzialità della Cardiologia interventistica leccese. In questo momento – conclude Narracci – il nostro pensiero va anche a lui».



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