Quelli della 167 A…Natale di amarcord per chi era giovane tra gli anni ’80 e ’90

Il 23 dicembre prossimo, presso il Salone Parrocchiale della Chiesa di San Sabino, rimpatriata in grande stile per tutti quelli che furono giovani ‘ribelli’ nella periferia leccese trent’anni fa.

Nati ai bordi di periferia…dove l’aria è popolare, è difficile sognare… eccetera eccetera. Chissà quante volte anche quelli della 167 hanno intonato questo motivetto cantato da un imberbe Eros Ramazzotti nell’ormai lontano 1986.
 
Sono passati quasi trent’anni e quella periferia che ha visto nascere tanti ragazzi ormai non più ragazzi e tanti giovani ormai non più tanto giovani è sempre li, pronta ancora oggi ad accoglierli nonostante qualche capello bianco in testa e qualche pargolo da accudire.
 
Già perché quelli della 167 A, quelli del Rione San Sabino, si ritroveranno in una mitica e al tempo stesso magica reunion il 23 dicembre prossimo proprio in quel salone parrocchiale in cui si tenevano feste indimenticabili, per riabbracciarsi e ricordare il passato. Il tempo trascorso li ha allontanati ma non li ha mai divisi.
 
Happy days, insomma…Che tempi quei tempi quando tra le strade polverose si giocava a calcio con il sogno di un futuro da Maradona, tra le automobili sfreccianti che tra una pallonata e l’altra sulle fiancate di irascibili proprietari fungevano da antesignani time-out …Che tempi quei tempi quando le feste si facevano rigorosamente a casa spostando tutta la mobilia possibile e immaginabile o sotto le salette condominiali dove alla fine c'erano più imbucati che invitati; o quando si scendeva alle due del pomeriggio per salire tardi la sera, a volte con le scarpe nuove già graffiate o del tutto rotte, all' ennesimo urlo di madri disperate che prima si affacciavano dai balconi e che poi ti facevano scontare lo stress subito a suon di ‘mazzate’. Che tempi quei tempi quando non si era sempre connessi, sempre on-line, sempre ‘tuned’ ma per raggiungere qualcuno c’era il citofono, il gettone o la vespa….e se a casa quel qualcuno non c'era era inutile arrovellarsi la testa…chissà dove era andato…
 
Anni in cui se volevi parlare con la ragazzina che ti faceva battere il cuore facevi la fila alla cabina aspettando impazientemente il tuo turno….se desideravi passare una serata al centro o al mare prendevi tutto quello che era a motore con due ruote e partivi…a volte anche in tre sullo stesso mezzo…..
 
E come non ricordare il campo di calcio d' asfalto o quello di mattonelle in Piazzale Mantova…le varie comitive sparse nel quartiere…con rivalità spesso accese. Tutte situazioni che hanno contribuito in maniera fondamentale a far apprezzare totalmente quello che si aveva, anche se era poco, a volte molto poco. È stata quella la fortuna di vivere, che ha forgiato uomini e donne adesso diventati ‘genitori’.
 
Insomma per loro, per tutto loro che vogliono ricordare e rivivere, in tempi di reunion diffuse, è stata organizzata la cosiddetta rimpatriata del 23 dicembre, una serata che sarà certamente all’ insegna della goliardia, dell’affetto e del rispetto reciproco oltre che della memoria per ricordare con il sorriso sulle labbra chi per un motivo o per l’altro non c’è più. Un’occasione allargata alle famiglie per fare capire ai figli che con poco allora si poteva avere tanto, tantissimo, perché come diceva e dice il deus ex machina di tutto, Dario Scorranoricordate,con tutto il rispetto per gli altri….NOI SIAMO LA ZONA A’.



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