“Sono disposto a tutto pur di salvare la mia famiglia”. La disperazione di Paolo, senza un lavoro e senza una casa

“Sono disposto a fare qualunque lavoro, anche di notte e nei giorni festivi pur di aiutare la mia famiglia, aiutatemi a cercarlo”: è l’appello di Paolo, un cittadino leccese senza lavoro da un anno e mezzo che presto finirà per strada.

La disperazione, le difficoltà quotidiane da affrontare senza un lavoro, il terrore di perdere la famiglia, la paura di finire per strada non hanno intaccato la dignità di Paolo, provato dai problemi, ma con il cuore ancora pieno di “belle parole” che ha usato per chiedere aiuto alla nostra redazione, con umiltà, “solo” per evitare alle persone che ama di più di farsi carico dei tanti problemi, di “sopportare” ancora.

La storia di questo cittadino leccese è comune a tanti italiani: disoccupato, con un affitto da pagare non avendo la ‘fortuna’ di avere una casa di proprietà e con una crisi economica che ha eroso le possibilità di nuovi posti di lavoro e non fa sconti, soprattutto a lui, non più “giovanissimo”.

«Non voglio perdere la mia famiglia» ha esordito, includendo nel termine ‘famiglia’ anche i suoi amati gatti, che cura con tanto affetto. «Ho perso il lavoro da un anno e mezzo e ho uno sfratto in corso: tra un mese mi ritroverò per strada perché dopo aver finito i risparmi non posso più pagare l’affitto» ha raccontato, usando parole di preoccupazione soprattutto per la moglie che, giustamente, soffre per la situazione.

Non ha più nulla, ma cerca di tirare avanti come può, anche mangiando alla Caritas. A mancare, però, è soprattutto la speranza. Paolo non riesce più a vedere la luce in fondo al tunnel: «Ho inviato centinaia di curriculum, ma nessuno ha mai risposto. Altri sono pronti, ma ho perso la fiducia. Accetterei qualsiasi lavoro. Qualsiasi, pur di salvare la mia famiglia».

Le poche parole che usa descrivono perfettamente il suo stato d’animo: avvilito, scoraggiato… poi quel piccolo barlume a cui ci si aggrappa per andare avanti: «Con lo stipendio riuscirei a trovare casa, a pagare le bollette di luce e gas. Aiutatemi a cercare, forse il passaparola funziona più degli annunci a cui rispondo» ha dichiarato, ribadendo di avere il cuore e la mente piene di disperazione.

«Ho la patente B, C, D e anche il Cap [certificato di abilitazione professionale, associato alla normale patente di guida, che abilita alla guida di veicoli], potrei condurre le navette o le ambulanze, fare l’autista, ma qualsiasi “occasione” per me va bene. Sono disponibile anche a lavorare nei festivi o di notte».

Una lezione di dignità, ma soprattutto una risposta a chi non usa termini lusinghieri quando afferma che… gli italiani e soprattutto “gli italiani del sud” non hanno voglia di lavorare.


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