Giurdignano, il CoVid ferisce le Tavole di San Giuseppe ma la tradizione è forte e non muore

Per il secondo anno consecutivo Giurdignano ha dovuto rinunciare al rito delle Tavole di San Giuseppe condiviso con i visitatori. Ma la tradizione, seppur ferita, non muore. La devozione a San Giuseppe resiste nel cuore della comunità di Giurdignano

Giurdignano, il paese delle Tavole di San Giuseppe, per il secondo anno consecutivo, è stato costretto a rinunciare alle Tavole di San Giuseppe vissute nello spirito della condivisione.

Tradizione, identità e amore per la propria storia

Quest’anno, più che mai, la tradizione delle Tavole di San Giuseppe, seppur “ferita” dall’emergenza sanitaria per il secondo anno consecutivo, si è legata alla parola “insieme” perché l’Amministrazione Comunale, guidata della sindaca Monica Gravante, “insieme” al presidente Pro Loco Sant’Arcangelo De’ Casulis, Fernando D’Aurelio e “insieme” al parroco don Roberto Chiriatti della Parrocchia della Trasfigurazione del Signore hanno voluto dare un segnale forte e deciso alla comunità di Giurdignano.

Nel rispetto delle normative anti-covid, grazie al preziosissimo lavoro della Pro Loco Sant’Arcangelo De’ Casulis e grazie al contributo di tanti volontari, è stata realizzata, nel weekend scorso e prima che scattasse la zona rossa, la “Grande Tavola di San Giuseppe”.

Allestita in forma ‘intima’ nella sala del Palazzo Baronale di Giurdignano, la Grande Tavola però, non ha ospitato, come è d’uso, uomini e donne che avrebbero dovuto personificare San Giuseppe e i 12 Santi. Intorno alla Tavola i simboli di chi ha pagato e sta pagando prezzi altissimi alla pandemia: medici, infermieri, ricercatori, anziani, insegnanti ma anche studenti, sportivi, commercianti, operatori dello spettacolo, militari, Protezione Civile.

Un momento di preghiera privato che è diventato un segnale significativo di presenza, di ascolto, di partecipazione, di ringraziamento e di vicinanza. E comunque di condivisione perché tutte le pietanze sono state date in dono alla Comunità Emmaus.

Le tradizioni: patrimonio da custodire e da trasferire

Da tempo immemorabile, Giurdignano catalizza il 18 e 19 marzo l’interesse di tantissimi visitatori che qui vi giungono per ammirare le Tavole di San Giuseppe, allestite con cura e devozione in onore del Santo.

Anche quest’anno, però, i cittadini nelle loro case, hanno tenuto fede alle promesse di voto e hanno allestito le tavole dedicate al Santo. Nessun invitato. Nessuno a visitare le case con le tavole. Ma la tradizione delle Tavole di San Giuseppe ha come matrice la fede e l’amore profondo; e a Giurdignano questa tradizione è forte, radicata, sentita e anche per questo non può morire.

La tradizione va custodita e trasmessa per continuare a parlare di Giurdignano così come di Giurdignano parla la bellezza della sua storia, dei suoi paesaggi e della sua cultura.

San Giuseppe e il suo Bastone nuovo

A Giurdignano San Giuseppe in questo 2021 ha ricevuto in dono un Bastone nuovo. In legno di larice, inciso magistralmente da Fernando D’Aurelio e arricchito dall’argento lavorato con grande abilità da Luca Nuzzo.

Un dono nell’anno in cui il Santo Padre Francesco, con la Lettera Apostolica “Patris Corde” (Con amore di Padre), ha indetto l’Anno di San Giuseppe in occasione del 150mo anniversario dalla Dichiarazione di San Giuseppe ‘Patrono della Chiesa Universale’.

La comunità cristiana di Giurdignano da secoli è legata all’umile falegname di Nazaret. A San Giuseppe vengono affidate le più intime preghiere di intercessione e di lode al Signore. In suo onore sono legate numerose opere di carità e di bene dimostrando così l’amore per Dio e per il prossimo.

È in questo contesto che si inserisce il dono del nuovo Bastone a San Giuseppe, sul quale sono incise tre caratteristiche importanti del Santo: San Giuseppe Lavoratore, San Giuseppe e i sogni,  San Giuseppe custode della Santa Famiglia.

Per ultimo il simbolo più importante: lo stemma civico del Comune di Giurdignano che rappresenta il legame tra la comunità dei fedeli di Giurdignano con San Giuseppe. Un legame sancito dall’incisone sul legno affinché ogni cittadino, che è stato, che è o che sarà, vicino o lontano, possa sentire sempre l’appartenenza alla comunità cristiana e la protezione del Santo.

Cultura e Preghiera non si fermano mai: Le Tavole di San Giuseppe 2021

Fedele all’identità di un territorio, che nelle Tavole di San Giuseppe trova una delle massime espressioni, l’Amministrazione Comunale ha organizzato una Web Conference durante la quale il prof. Francesco Lenoci, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha esposto la sua relazione dal titolo “Cultura e Preghiera non si fermano mai: Le Tavole di San Giuseppe 2021”.

Francesco Lenoci

Intensa e commovente, la relazione del professore Lenoci, ha emozionato quanti lo hanno ascoltato attraverso la diretta, ancora disponibile sulla pagina Facebook del Comune di Giurdignano.

Patriae Decus di Martina Franca, Francesco Lenoci vive, lavora e insegna a Milano. Viene definito “Il miglior ambasciatore della Puglia a Milano” ed è Presidente onorario di “Pugliesi a Milano”.

Francesco Lenoci è devoto di don Tonino Bello. Di don Tonino, nato ad Alessano, diventato vescovo di Molfetta, e ora in odore di beatificazione, ha letto tutto quello che il vescovo ha scritto e applica gli insegnamenti nella sua vita quotidiana, ricordando sovente la sua stupefacente esortazione: “Non basta più enunciare la Speranza, ma occorre organizzarla”.

“Perché la Cultura e la Preghiera non si fermano mai? Perché la Cultura – sottolinea il prof. Lenoci – come ci ha insegnato don Tonino Bello, è Alimento di Vita. E per la Preghiera, ricorro ancora a don Tonino Bello che magnificamente associa vita e preghiera:

‘Voglio pregarti, Signore, perché la vita sia una festa, una danza, una gioia. Per riuscire a non sprecarla, per viverla intensamente, per perderla a favore degli altri, per spezzarla a favore degli altri’

Cosa posso aggiungere? Per don Tonino San Giuseppe è un provocatore di condivisioni. Il cibo delle Tavole di San Giuseppe viene spezzato a favore degli altri, viene condiviso con gli altri. Che ciò avvenga anche nell’anno 2021 mi emoziona e mi fa commuovere.”

Sullo sfondo della Grande Tavola di San Giuseppe organizzata dalla Pro Loco, un dipinto molto bello, realizzato dall’artista Mimmo Camassa, nel quale San Giuseppe abbraccia affettuosamente don Tonino Bello.

Opera pittorica realizzata da Mimmo Camassa

Sono queste le ‘Tavole di San Giuseppe’, la tradizione che prima dello stop dettato dalla pandemia, faceva giungere, nel delizioso borgo di Giurdignano, visitatori da tutto il Salento e da fuori provincia.

Appuntamento al prossimo anno, con la speranza che la normalità torni a farci condividere la bellezza di una tradizione che non morirà mai.