Vecchi ulivi piangono. Espianti e proteste anche a Veglie

Procedono le attività previste dal Piano Silletti e dopo Oria, le ruspe arrivano a Veglie ed è di nuovo protesta da parte di cittadini e ambientalisti. Difendere gli ulivi condannati a morte è speranza vana, ma si spera che nel futuro più immediato si trovino altre soluzioni.

A distanza di nemmeno 24 ore, la storia si ripete. Dopo le eradicazioni avvenute ieri mattina nella zona focolaio di Oria e le proteste plateali di ambientalisti e proprietari delle piante, le ruspe si sono portate a Veglie dove il contagio della Xylella ha fatto vedere i suo tristi effetti, come in tutta la zona del Nord-Ovest del Salento.

Le contestazioni di ieri, quindi, non hanno fermato l’avanzamento del piano del Commissario del Governo, Giuseppe Silletti e che prevede il taglio delle piante infette, nonostante i suggerimenti che sono venuti da più parti e che potevano essere utili a salvare le sentinelle delle campagne salentine.

Sono giorni difficili questi per gli agricoltori e i proprietari territori travolti letteralmente dall’emergenza che sta facendo parlare di sé, fino in Europa.
Gli ambientalisti hanno continuato anche a Veglie a cercare di salvare il salvabile, arrampicandosi fin sulla cima degli albero, nel tentativo disperato di salvare gli ulivi. Anche in questo caso, è stato necessario il presidio delle Forze dell’ordine al fine di evitare scontri più seri.
Sono suddivisi in gruppi gli attivisti che attendono gli uomini del Corpo Forestale dello Stato nelle campagne di Veglie, in località Monteruga.

Oggi, come ieri, la disperazione per la morte di piante che, per chi vive il Salento e lo ama, sono fratelli, sorelle, compagne di viaggio lungo le strade tortuose dell’entroterra. Il sole beffardo sta baciando le prime attività del piano Silletti, che procede nonostante le rassicurazioni che “non sarà una mattanza”. Crederci oppure no, non è questo il problema. 



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