Donata un’umanizzazione pittorica al Reparto di Oculistica del “Vito Fazzi”

L’iniziativa si inserisce nell’impegno che l’Associazione Cuore e Mani aperte porta avanti da anni a favore dell’umanizzazione dei contesti sanitari

Si è tenuta oggi la cerimonia di consegna dell’umanizzazione pittorica della stanza pediatrica dell’Unità Operativa di Oculistica del Vito Fazzi di Lecce, donata dall’Associazione Cuore e mani aperte OdV.

L’iniziativa si inserisce nel solco dell’impegno che l’Associazione porta avanti da anni a favore dell’umanizzazione dei contesti sanitari, con particolare attenzione ai bisogni emotivi e relazionali dei pazienti più piccoli e delle loro famiglie. Colori, immagini e narrazioni visive trasformano uno spazio clinico in un luogo capace di accogliere, ridurre l’ansia e favorire un vissuto più sereno dell’esperienza di cura.

Numerosi studi dimostrano come l’ambiente abbia un impatto significativo sul benessere psicologico del paziente pediatrico: una stanza pensata per i bambini contribuisce a diminuire la paura, favorisce la collaborazione durante le procedure diagnostiche e terapeutiche e sostiene indirettamente il lavoro degli operatori sanitari. In un reparto come quello di Oculistica, dove i piccoli pazienti possono vivere con particolare apprensione visite ed esami, l’umanizzazione degli spazi rappresenta un valore aggiunto concreto.

Alla cerimonia erano presenti il Direttore generale di Asl Lecce, Stefano Rossi; per la Direzione sanitaria del Presidio, l Patrizia Barone e Roberta Tornese; il direttore amministrativo del Fazzi, Cosimo Dimastrogiovanni; la direttrice responsabile della UOC di oculistica, Maria Carmela Costa, con la coordinatrice infermieristica, Patrizia Marzo e una nutrita rappresentanza dell’equipe di reparto. Presente, infine, Assunta Tornesello, direttrice responsabile dell’UOC di Oncoematologia pediatrica.

La donazione vuole essere un segno tangibile di alleanza tra volontariato e sistema sanitario, nella convinzione che la qualità delle cure non passi solo attraverso l’eccellenza clinica, ma anche PER l’attenzione alla dimensione emotiva, relazionale e simbolica della malattia.

Parlare ai bambini attraverso le favole che conoscono diventa un linguaggio universale di bellezza.