Allerta Spoofing a Lecce, la Questura avverte e consiglia come non farsi truffare

Il termine indica la manipolazione dell’ID chiamante. Attraverso software specifici, i truffatori riescono a mascherare la propria identità

Non fidatevi del display. È questo il monito lanciato con fermezza dalla Questura di Lecce, che nelle ultime ore ha registrato un preoccupante aumento di segnalazioni riguardanti lo “spoofing“. Nonostante i recenti filtri introdotti dall’AGCOM per limitare il fenomeno, i cyber-criminali sono riusciti a “clonare” virtualmente il numero del centralino della Polizia, traendo in inganno diversi cittadini.

Cos’è lo Spoofing e come funziona?

Il termine tecnico “spoofing” indica la manipolazione dell’ID chiamante. Attraverso software specifici, i truffatori riescono a mascherare la propria reale identità, facendo apparire sullo schermo del destinatario un numero familiare o istituzionale — a volte anche quello della Questura di Lecce.

L’obiettivo è creare un falso senso di urgenza e autorità, portando la vittima a abbassare la guardia.

Il “Vademecum” della Polizia di Stato

Per evitare di cadere nella rete dei truffatori, è essenziale tenere a mente alcune regole d’oro:

  • Le Forze dell’Ordine non chiedono denaro: Nessun poliziotto, carabiniere o funzionario pubblico vi contatterà mai telefonicamente per richiedere bonifici, pagamenti, ricariche di carte prepagate o trasferimenti di denaro.

  • Occhio alle richieste finanziarie: Se l’interlocutore parla di “multe da pagare subito”, “cauzioni” (istituto che tra l’altro non esiste nel diritto italiano in queste forme) o “conti correnti hackerati” da mettere in sicurezza, riattaccate immediatamente.

  • Non fornire dati sensibili: Non comunicate mai codici OTP, password bancarie o estremi della carta d’identità via telefono.

Cosa fare in caso di dubbi?

Se ricevete una chiamata sospetta che sembra provenire dalla Questura:

  • Interrompete la comunicazione: Non restate al telefono con chi cerca di mettervi pressione.
  • Verificate autonomamente: Chiudete la chiamata e cercate sui canali ufficiali il numero della Questura. Componetelo manualmente (non richiamate il numero che vi ha appena cercato) per chiedere conferma.
  • Segnalate e denunciate: Se siete stati vittime di un raggiro o avete anche solo ricevuto il tentativo di truffa, recatevi presso gli uffici della Questura o della Polizia Postale. La vostra denuncia è lo strumento più efficace per permettere agli inquirenti di tracciare i colpevoli.  

La collaborazione dei cittadini è l’arma più potente. Informare parenti anziani e amici meno esperti di tecnologia può fare la differenza nel contrastare questa ondata di reati digitali.